Prestiti verdi, il nodo dei dati: la proposta per l’edilizia
Banca d’Italia chiede criteri europei più semplici per sostenere gli immobili efficienti e rendere più chiari i finanziamenti destinati alla transizione energetica.
Una regola condivisa potrebbe aiutare le famiglie a contenere i consumi, alleggerire le bollette e affrontare meglio eventuali crisi energetiche. È anche per questo che la ricerca richiama la necessità di criteri comuni in Europa per accompagnare la crescita dei finanziamenti destinati agli edifici efficienti.
Criteri comuni per spingere il mercato
Secondo gli esperti, un quadro armonizzato renderebbe più comprensibile l’offerta per banche e clienti, favorendo l’ammodernamento energetico del patrimonio edilizio. L’obiettivo sarebbe collegare con maggiore chiarezza le condizioni del credito ai risultati ottenuti dagli immobili.
Le indicazioni dell’Autorità bancaria europea contribuiscono al dibattito su questo tema. Una definizione condivisa, inoltre, potrebbe ridurre la spesa sostenuta dai nuclei familiari e aumentare la loro capacità di resistere agli aumenti o alle interruzioni delle forniture energetiche.
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Banche frenate da dati incompleti
Oggi gli istituti di credito incontrano diversi ostacoli nell’applicare le regole esistenti. Tra i problemi segnalati figurano la scarsità delle informazioni disponibili e la difficoltà di rispettare alcuni requisiti previsti dalla definizione europea.
Per superare queste criticità, Banca d’Italia propone di conservare la tassonomia dell’Unione europea come riferimento principale, affiancandole un percorso pratico aggiuntivo. Questo meccanismo, non alternativo alla tassonomia, utilizzerebbe indicatori legati alle prestazioni energetiche già impiegati nelle procedure di finanziamento e potrebbe portare a una classificazione più semplice dei prestiti destinati al settore edilizio.
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