Caro-energia, l’Ecofin rinvia la partita sulla flessibilità: si guarda agli extraprofitti
La riunione del 9 ottobre non dovrebbe discutere le regole di bilancio e l’effetto dell’inflazione, mentre i ministri parleranno dei guadagni straordinari legati all’energia
Il tema della flessibilità fiscale resterà fuori dall’agenda dell’Ecofin del 9 ottobre a Lussemburgo. A concentrare l’attenzione dei ministri dell’Economia dei 27 sarà invece un confronto informale sugli extraprofitti generati dall’aumento dei costi energetici.
La conferma arriva da un alto diplomatico europeo, secondo cui non è previsto un esame delle richieste italiane sull’applicazione delle regole del Patto di stabilità durante la fase di inflazione e caro-energia.
Il confronto si sposta sugli extraprofitti
La discussione è attesa durante la colazione informale riservata ai ministri. Al centro dello scambio ci saranno i proventi straordinari ottenuti in relazione alla crisi energetica, senza però che questo appuntamento coincida con una trattativa formale sulla flessibilità dei bilanci nazionali.
Il diplomatico ha escluso l’inserimento del tema nell’incontro con parole nette: «No, non è previsto». La questione sarà quindi affrontata, se lo sarà, in un momento o attraverso un percorso ancora da definire.
La lettera italiana resta sul tavolo
A complicare il quadro c’è la missiva inviata dalla presidente del Consiglio italiana alla presidente della Commissione europea. Il documento chiedeva di portare con urgenza al prossimo Ecofin il tema della possibilità di tenere conto dell’impatto dell’inflazione nell’attuazione del Patto di stabilità.
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Secondo quanto riferito dal diplomatico, la lettera è arrivata soltanto due giorni prima della riunione. La presidenza del Consiglio dell’Unione europea ne ha preso atto, ma non è ancora chiaro come il contenuto potrà essere inserito nella gestione concreta dell’Ecofin.
Nessuna decisione sul Patto
Il diplomatico ha spiegato che ogni comunicazione proveniente da un capo di governo viene considerata con la dovuta attenzione. Tuttavia, questo non significa che la richiesta italiana sia automaticamente destinata a entrare nell’ordine dei lavori del 9 ottobre.
Per ora, dunque, il Consiglio dei ministri economici non dovrebbe pronunciarsi sulla flessibilità collegata al caro-energia né sull’eventuale riconoscimento dell’inflazione nell’applicazione delle regole fiscali europee. Il dossier rimane aperto, ma senza un confronto programmato nella prossima riunione di Lussemburgo.
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