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Economia 2 min di lettura7 nov

Porto di Napoli, Darsena da 277 milioni senza collegamenti

L’area è pronta, ma strada e ferrovia dipendono dal trasferimento delle condutture petrolifere e del terminal gasiero

La Darsena di Levante del porto di Napoli è stata completata, ma non può ancora operare pienamente. Mancano collegamenti stradali e ferroviari adeguati, legati allo spostamento del terminal gasiero e delle condutture dei depositi petroliferi.

Il problema riguarda soprattutto l’accesso al raccordo autostradale. Quando sarà attivata, la nuova area portuale dovrà gestire almeno 7mila camion al giorno: i flussi richiederanno cinque corsie in entrata, tre in uscita e una carreggiata larga circa 61,2 metri, comprese le vie di emergenza.

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Una struttura pronta ma isolata

L’intervento è costato oltre 277 milioni di euro, con una quota di risorse arrivata dal Pnrr. La Darsena dispone di una superficie di 248mila metri quadrati ed è protetta da una diga foranea allungata di 270 metri e rinforzata per assicurare la stabilità delle navi ormeggiate.

Le opere principali sono terminate e hanno superato il collaudo. Restano soltanto alcuni lavori di consolidamento della diga, finanziati attraverso fondi Fesr. Senza una viabilità adeguata e il completamento dei binari, però, l’infrastruttura non potrà sostenere l’aumento dei traffici portuali.


Il trasferimento ancora da realizzare

Per costruire i nuovi accessi stradali occorre liberare l’area dalle tubazioni che servono i depositi petroliferi di Napoli Est. Deve essere ricollocato anche il terminal per il gas, già destinato a un’altra posizione dalla variante al Piano regolatore generale approvata dal Comune nel 2004.

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Quel trasferimento non è ancora avvenuto. Inoltre, la quantità prevista di mezzi pesanti è ritenuta incompatibile con la presenza delle navi gasiere, che oggi attraccano proprio a ridosso del tracciato stradale destinato a servire la Darsena.


Un progetto avviato nel 2000

L’ampliamento del porto è stato discusso per decenni. Nel dicembre 2000 un accordo di programma tra ministeri, Autorità portuale, Capitaneria, Regione Campania, Comune di Napoli e Università Federico II aveva indicato la Darsena di Levante come area per un terminal container.

Da allora sono trascorsi 26 anni. Nello stesso periodo, l’Università Federico II ha realizzato il Polo didattico di San Giovanni a Teduccio, entrato quest’anno nel decimo anno di attività, mentre la nuova area portuale è arrivata al completamento senza avere ancora tutti gli accessi necessari.

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