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Calcio 2 min di lettura53 min fa

Napoli, De Giovanni: Allegri va confermato nonostante la crisi

Lo scrittore individua nel mercato estivo e nella rosa corta le cause dei problemi degli azzurri

Maurizio De Giovanni ha descritto la crisi del Napoli come la più grave dell’ultimo decennio, alla vigilia della gara con la Lazio.

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La scelta su Massimiliano Allegri

Secondo lo scrittore, il club dovrebbe mantenere Massimiliano Allegri in panchina, anche se la squadra sta attraversando una fase molto difficile. La decisione di cambiare allenatore dopo pochi mesi, a suo giudizio, renderebbe ancora più pesante il conto per la società.

«Quando fai un contratto triennale a un allenatore come Allegri, secondo me devi essere pronto a tenerlo per tre anni. Una volta che hai deciso di investire così tanto su di lui, non puoi permetterti di buttare via tutto dopo pochi mesi», ha detto De Giovanni parlando della gestione tecnica.


La fragilità davanti alla difesa

L’analisi riguarda anche il rendimento del centrocampo. Anguissa e McTominay, secondo il tifoso azzurro, non riescono più a ridurre le distanze tra i reparti e lasciano la retroguardia esposta alle ripartenze avversarie.

Il problema non sarebbe quindi limitato ai difensori centrali. La squadra perde equilibrio soprattutto quando il filtro in mezzo al campo viene meno, con spazi che diventano facilmente sfruttabili dagli avversari.


Mercato e rosa ridotta

De Giovanni ha collegato l’attuale difficoltà alle scelte compiute durante l’ultima campagna acquisti. A suo parere è mancato un adeguato ricambio generazionale per una rosa segnata dall’età e da numerosi infortuni di lunga durata.

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Il Napoli si trova così con poche alternative affidabili: i giocatori disponibili sono chiamati a sostenere ritmi ravvicinati e a disputare partite ogni tre giorni. La conseguenza è una squadra che perde brillantezza nella parte finale degli incontri.

«Ma quale allenatore potrebbe fare qualcosa di diverso con questi giocatori? Anche se arrivasse Guardiola, chi farebbe giocare al posto di quelli che scendono in campo oggi? Se ti do spaghetti, acqua e pomodoro, non posso chiederti un risotto alla milanese», ha spiegato usando la metafora del cibo.


I numeri della crisi

Il Napoli ha incassato sette sconfitte nelle prime quattordici partite, mentre lo spogliatoio è apparso diviso. De Giovanni ha definito la situazione attuale più ampia della confusione tecnica emersa nel periodo successivo all’addio di Spalletti.

Un altro campanello d’allarme è arrivato contro la Juventus: dopo il gol subito, gli azzurri non hanno trovato la reazione necessaria. I dati mostrano inoltre un calo particolarmente marcato tra il 60° e il 70° minuto, fase nella quale la panchina non garantisce lo stesso rendimento dei titolari.

La sfida con la Lazio, guidata dall’ex Gennaro Gattuso, arriva dunque in una fase delicata. De Giovanni ha riconosciuto il buon momento dei biancocelesti, ma conta sulla risposta dei singoli e sull’effetto dello stadio Maradona.

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