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Economia 2 min di lettura2 giorni fa

Portello, maxi-risarcimento da 30 milioni: la svolta nel caso Caddell

L’impresa americana coinvolta nell’indagine per caporalato verserà somme ai lavoratori dei cantieri del consolato e finanzierà i pagamenti previdenziali

Oltre 30 milioni di euro sono destinati ai lavoratori impiegati nei cantieri milanesi del consolato americano, al centro dell’inchiesta per caporalato che ha coinvolto Caddell. L’intesa raggiunta dalla procura di Milano con la società statunitense e con l’amministratore giudiziario segna una svolta nel procedimento e prevede compensazioni sia per i danni economici sia per quelli morali.


Il maxi-indennizzo coinvolge 450 persone

La somma media riconosciuta sarà di circa 50mila euro per ciascun lavoratore, con importi massimi che potranno arrivare a 90mila. Il piano riguarda circa 450 persone, compresi coloro che erano stati allontanati dall’impresa prima che l’indagine diventasse pubblica nel giugno 2026.

Per una parte degli ex dipendenti è prevista anche l’indennità di disoccupazione. Nel frattempo sono già stati rilasciati 50 trattamenti Naspi e 250 permessi di soggiorno, mentre l’accordo stabilisce che ulteriori risorse vengano destinate ai versamenti dovuti a Inps e Inail.


Caddell autorizza i primi pagamenti

Una comunicazione formale della multinazionale dà a Francesco Brigatti, amministratore giudiziario, la possibilità di utilizzare fino a 19.730.126 euro per liquidare straordinari, spese di alloggio e danni morali. La cifra rappresenta una parte dell’impegno complessivo annunciato nell’intesa, che supera i 30 milioni di euro.

Il gruppo, con sede in Alabama, è stato sottoposto ad amministrazione giudiziaria lo scorso giugno. La misura era stata richiesta dalla procura e disposta dal gip con l’obiettivo di intervenire sulla catena degli appalti e rafforzare i controlli dell’azienda principale.


L’inchiesta sui cantieri del Portello

Secondo la ricostruzione degli investigatori guidati dal procuratore Paolo Storari, con il supporto del Nil dei Carabinieri di Milano, i lavoratori arrivati dall’India venivano gestiti da un’intermediaria turca per conto di Caddell. Le loro buste paga, secondo gli accertamenti, non riflettevano le somme effettivamente disponibili: dai compensi venivano sottratti i costi per vitto e alloggio, oltre alle quote destinate al caporale.

Le testimonianze raccolte hanno inoltre riferito di minacce e maltrattamenti all’interno dei cantieri del quartiere Portello. L’amministrazione giudiziaria è stata quindi utilizzata per interrompere le irregolarità nella filiera e spingere la società a introdurre procedure di verifica più efficaci, in un intervento indicato come senza precedenti in Europa per impostazione giudiziaria e dimensioni economiche.

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