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Economia 2 min di lettura38 min fa

Pnrr, la sfida dopo il traguardo: Confindustria chiede 208 milioni

Riccardo Di Stefano rilancia un piano per competenze, orientamento e formazione: servono risorse stabili dal 2027 e decisioni immediate.

Il nodo non è soltanto trovare un impiego, ma far combaciare le competenze dei giovani con quelle richieste dalle imprese. Da Taormina, Confindustria lancia un appello alle istituzioni: il patrimonio costruito con il Pnrr deve diventare una base permanente, non esaurirsi con la fine del piano.

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La continuità del Pnrr è il punto decisivo

Riccardo Di Stefano, vicepresidente di Confindustria con delega alla formazione e all’innovazione aperta, ha indicato nella prossima Legge di Bilancio il momento decisivo per intervenire. L’organizzazione propone finanziamenti strutturali pari a 208 milioni di euro all’anno, destinati a partire dal 2027 a dare stabilità alle iniziative avviate grazie al Pnrr.

Il piano europeo è ormai nella fase conclusiva, ma secondo Di Stefano non si possono interrompere gli investimenti realizzati né disperdere le relazioni sviluppate tra scuole, ITS Academy, università e aziende. «Il futuro dei giovani e la competitività del Paese non possono aspettare», ha sottolineato durante il forum organizzato a Taormina, chiedendo tempi rapidi e obiettivi verificabili.


Competenze, otto proposte sul tavolo

Le richieste degli industriali riguardano otto ambiti: ITS Academy, filiera 4+2, apprendistato, dottorati innovativi, trasferimento tecnologico e preparazione sui temi dell’intelligenza artificiale. Nel pacchetto rientra anche il rafforzamento del collegamento tra istruzione e sistema produttivo.

Il problema nasce da uno squilibrio già evidente: le imprese vorrebbero assumere, ma non riescono a trovare le professionalità necessarie per circa metà delle posizioni aperte. Per affrontarlo, Confindustria chiede di consolidare le misure esistenti e di fissare risultati misurabili, così da continuare a investire nel capitale umano anche dopo la conclusione del Pnrr.

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Orientamento già dalle scuole medie

Un altro asse del progetto riguarda la scelta degli studi. L’idea è coinvolgere direttamente le aziende nell’orientamento degli studenti fin dalla scuola media, con la possibilità per ogni impresa di affiancare un istituto attraverso un tutor dedicato.

Il primo dicembre sarà presentata OrientaGiovani, iniziativa nazionale sviluppata insieme alla Rete ITS Meccatronica. L’obiettivo è offrire a ragazze e ragazzi informazioni più chiare sulle opportunità professionali, sulle competenze richieste e sui percorsi destinati a incidere sul lavoro dei prossimi anni. Il progetto partirà dalla meccatronica, ma sarà esteso ai principali comparti del Made in Italy.


Il patto chiesto alle istituzioni

Di Stefano ha precisato che la proposta non consiste in una semplice richiesta di fondi. Le imprese, ha spiegato, intendono assumersi impegni concreti e controllabili, contribuendo direttamente alla formazione e all’accompagnamento degli studenti.

«Non chiediamo soltanto risorse. A ogni proposta corrisponde un impegno concreto e misurabile delle imprese», ha dichiarato, definendo questa reciprocità il patto da sottoscrivere con le istituzioni. La richiesta, però, è di agire subito: senza una decisione tempestiva, il patrimonio di competenze e infrastrutture creato dal Pnrr rischia di non avere continuità.

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