Dopo il Pnrr servono investimenti: la ricetta di Confindustria
Emanuele Orsini chiede di puntare su iperammortamento, Zes unica e aggregazioni tra piccole imprese, mobilitando anche il risparmio privato
Il passaggio dalla fase del Pnrr a una nuova stagione di crescita richiede, secondo Confindustria, misure capaci di sostenere gli investimenti. A indicare le priorità per la prossima manovra è stato Emanuele Orsini, intervenuto a Taormina a margine del secondo Forum sull’istruzione e l’innovazione aperta dell’associazione.
Il presidente degli industriali ha richiamato anche la necessità di utilizzare risorse private oggi ferme: nei fondi pensione, ha ricordato, sono concentrati 440 miliardi di euro, mentre i depositi degli italiani non destinati a investimenti raggiungono quota 1500 miliardi.
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La spinta per gli investimenti
Orsini ha collegato le scelte della manovra alla conclusione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. «Siamo consapevoli che il Pnrr sta terminando», ha detto, sottolineando che il nuovo obiettivo dovrà essere rafforzare la capacità di investimento delle imprese.
Tra gli strumenti indicati figura l’iperammortamento, insieme a un rilancio della Zes unica. Il presidente di Confindustria ha spiegato che nelle aree in cui questo meccanismo è stato applicato ha contribuito ad attirare capitali e a creare nuova occupazione.
Piccole imprese, la sfida della crescita
Un altro capitolo riguarda le aziende di dimensioni ridotte. Per l’associazione è necessario favorire la loro aggregazione, così da aumentare la produttività e permettere alle singole realtà di rafforzarsi attraverso una maggiore dimensione.
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«Se le mettiamo insieme riusciamo a farle andare più forti», ha osservato Orsini parlando degli incentivi da introdurre. Il tema, nella sua impostazione, non riguarda soltanto la struttura societaria, ma la possibilità di accompagnare le piccole imprese verso una crescita più solida.
Risparmio privato da mobilitare
Confindustria chiede inoltre di creare condizioni per convogliare nell’economia reale quella parte di risparmio che oggi non finanzia attività produttive. L’obiettivo, ha spiegato Orsini, è attrarre «fondi pazienti», cioè capitali disponibili a sostenere progetti e investimenti con una prospettiva di lungo periodo.
La proposta comprende un piano per rendere più agevole l’impiego delle risorse private, mantenendo al centro alcune priorità indicate dall’associazione: crescita, sanità e scuola. Secondo Orsini, proprio la capacità di trasformare il risparmio in investimenti sarà decisiva dopo la conclusione del Pnrr.
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