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Economia 1 min di lettura14 ott

Pil, il 2026 sorprende ma il 2027 rallenta: pesa l’energia

Le nuove stime di Confindustria indicano una crescita dell’1% nel 2026 e dello 0,6% nel 2027, con il costo del petrolio come principale rischio

La ripresa italiana potrebbe andare oltre le attese nel 2026, ma perdere slancio già l’anno successivo. Il centro studi di Confindustria, nel rapporto autunnale sulle prospettive economiche, prevede infatti un aumento del Pil dell’1% quest’anno e una frenata allo 0,6% nel 2027.

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La spinta del 2026 non durerà

Secondo le valutazioni degli economisti, il risultato del 2026 rappresenta una sorpresa positiva rispetto alle attese. La crescita, tuttavia, viene descritta come fragile e destinata a risentire della debole conclusione dell’anno.

Il passaggio al 2027 dovrebbe quindi avvenire con una dinamica più debole. A inizio anno è atteso soltanto un recupero moderato, insufficiente a compensare la perdita di vigore accumulata nella parte finale del 2026.

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Petrolio decisivo per il Pil

Sul quadro economico incidono soprattutto il prezzo dell’energia, l’inflazione e i tassi di interesse. Per Confindustria, il costo dell’energia resta il punto di maggiore esposizione per l’economia italiana e potrebbe cancellare l’espansione prevista per il prossimo anno.

Lo scenario più critico si manifesterebbe con una quotazione media annua del Brent intorno a 126 dollari al barile. In quel caso, la crescita del Pil nel 2027 scenderebbe a zero, secondo la simulazione contenuta nel rapporto.

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