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Economia 2 min di lettura42 min fa

Manovra 2027, il conto da 23,5 miliardi: chi paga e dove finiscono

Il Documento programmatico di bilancio assegna la quota maggiore a famiglie e spesa sociale, mentre il deficit risale per difesa e sicurezza energetica.

Il prossimo intervento sui conti pubblici avrà un valore complessivo di circa 23,5 miliardi di euro. La priorità indicata dal Governo è il sostegno al potere d’acquisto, con una parte consistente delle risorse destinata alle famiglie, ma il quadro comprende anche aiuti alle imprese, sanità e investimenti infrastrutturali.

A finanziare la manovra contribuiranno diverse voci, tra cui il settore finanziario, la riduzione delle disponibilità dei ministeri e il comparto dei giochi. Il Documento programmatico di bilancio 2027, inviato dall’Italia alla Commissione europea, conferma inoltre l’utilizzo della clausola di salvaguardia nazionale per coprire le maggiori spese legate alla difesa e alla sicurezza energetica.

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Famiglie in cima alle priorità

Le misure rivolte ai nuclei familiari e alla spesa sociale rappresentano il capitolo più consistente del programma. Le tabelle del documento quantificano questo intervento nello 0,21% del Pil, pari a circa 5 miliardi di euro, con un’attenzione specifica alle persone e ai nuclei considerati più fragili.

Il sostegno al reddito disponibile viene affiancato da altre misure di carattere economico. Gli interventi fiscali valgono lo 0,09% del Pil, cioè circa 2,16 miliardi, mentre alle imprese è destinato lo 0,14%, per un ammontare di 3,3 miliardi. L’impostazione complessiva punta quindi a combinare protezione sociale e sostegno al sistema produttivo.

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Più risorse per difesa e servizi

Nel quadro finanziario trovano spazio anche gli stanziamenti per alcuni settori strategici. Alla difesa è associato lo 0,19% del Pil, equivalente a circa 4,5 miliardi di euro; la sanità riceverà lo 0,1%, pari a 2,4 miliardi, mentre le infrastrutture avranno lo 0,13%, per un valore di 3,1 miliardi.

L’aumento delle spese per difesa e sicurezza energetica incide sull’andamento del disavanzo. Dopo il rientro sotto il 3% previsto per l’anno in corso, il deficit dovrebbe raggiungere il 3,4% del Pil nel 2027 e scendere al 3,2% nel 2028. La clausola nazionale indicata nel documento servirà proprio a sostenere queste maggiori uscite, all’interno di una manovra che dovrà trovare coperture anche attraverso ministeri e giochi.

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