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Economia 2 min di lettura3 ore fa

Piazza Affari rimbalza: Stm vola, ma banche e Tim frenano

Il Ftse Mib recupera terreno dopo il crollo della vigilia, sostenuto dai tecnologici e dal rallentamento dei nuovi occupati negli Stati Uniti.

Sul segmento a minore capitalizzazione si mette in evidenza Tesmec, che avanza del 6,4%. Giornata invece pesante per Beewize, in calo del 9,64%, e Generalfinance, che lascia sul terreno il 7,35%.


Tim e banche appesantiscono il listino

Tra i titoli principali, Tim arretra del 2,45% dopo la revisione del giudizio da parte degli analisti di Equita, che ora indicano di mantenere il titolo in portafoglio. La stessa valutazione ha accompagnato un incremento dell’8% del prezzo obiettivo, portato a 7,2 euro.

La debolezza coinvolge anche Fincantieri (-1,98%) e Amplifon (-1,95%). Nel comparto finanziario chiudono in rosso Bper (-1,04%), Unicredit (-0,86%), Intesa (-0,78%), Banco Bpm (-0,75%) e Montepaschi (-0,3%).


Stm guida la riscossa tecnologica

A trainare il listino milanese è Stm, protagonista di un progresso del 6,67%. Alle sue spalle si colloca Technoprobe (+5,99%), mentre Prysmian guadagna il 3,96%, in sintonia con l’andamento favorevole dei tecnologici europei e statunitensi.

Gli acquisti premiano anche Buzzi (+1,58%), Lottomatica (+1,56%), Enel (+1,51%) e Cucinelli (+1,49%). Stellantis sale dello 0,88%, mentre Ferrari si limita a un progresso dello 0,44%.

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Tassi Usa, il mercato respira

Il tono positivo degli investitori è stato favorito dal dato sul lavoro americano: a settembre gli occupati nuovi sono aumentati di 29mila unità, molto meno delle 90mila previste. Il risultato ha ridotto le aspettative di un ulteriore aumento dei tassi da parte della Federal Reserve.

In questo contesto, il Ftse Mib ha terminato le contrattazioni a 50.483 punti, con un rialzo dello 0,49%. Il movimento rappresenta un recupero parziale dopo la perdita di oltre due punti percentuali registrata nella seduta precedente.


Spread in calo a fine seduta

La distanza tra i rendimenti dei titoli di Stato italiani e tedeschi si è ridotta nel finale, passando da 126 a 114,6 punti. Il rendimento del Btp decennale è sceso di 8,6 punti, fino al 4,6%.

In diminuzione anche il rendimento annuo del Bund, arretrato di 4,7 punti al 3,46%. La contrazione dello spread ha accompagnato il miglioramento complessivo del clima sui mercati.

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