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Economia 1 min di lettura4 giorni fa

Piazza Affari resta in rosso: Technoprobe e Fincantieri affondano il listino

A metà seduta finale Milano perde terreno, mentre lo spread sale a 95 punti e i titoli legati a difesa, chip e industria guidano i ribassi; in controtendenza Eni, Tenaris e Diasorin.

Le vendite colpiscono soprattutto i nomi più esposti al settore tecnologico e alla difesa. Technoprobe arretra del 4%, mentre Fincantieri lascia sul terreno il 4,06% anche dopo l’intesa da 3,7 miliardi firmata dalla joint venture con Leonardo, Orizzonti Sistemi Navali, per la Marina Militare.

Tra i pochi titoli in verde si muovono invece Tenaris (+1,5%), Diasorin (+1,38%) ed Eni (+1,31%), sostenuta dal rialzo delle materie prime energetiche. Il petrolio Wti avanza del 3,37% a 95,27 dollari al barile e il gas sale del 3,55% a 74,57 euro al MWh.


Il listino milanese resta sotto pressione

A circa mezz’ora dalla chiusura, Piazza Affari continua a viaggiare in territorio negativo. Il Ftse Mib scende dello 0,7% e si ferma a 51.629 punti, confermando una seduta impostata in calo.

Nel frattempo si allarga anche il differenziale tra titoli di Stato italiani e tedeschi: lo spread Btp-Bund decennale tocca 95 punti. Il rendimento annuo del Btp sale di 3,5 punti fino al 4,53%, mentre quello del Bund cresce di 3,4 punti al 3,58%; in aumento anche il tasso francese, che guadagna 3,7 punti e arriva al 4,69%.

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Chip e difesa tra i peggiori

Tra i ribassi più marcati spiccano anche Stm (-2,88%), Prysmian (-3,54%) e, in scia alle tensioni sul comparto, altri gruppi europei del settore. Il movimento negativo arriva nel clima di timori per una possibile bolla speculativa legata all’intelligenza artificiale.

Male pure Lottomatica (-3,24%) e Stellantis (-3,2%). Nel comparto bancario il quadro è più misto: Intesa guadagna lo 0,39%, Mediobanca lo 0,28%, mentre Mps resta quasi invariata (-0,03%); Banco Bpm cede lo 0,09%, Bper perde l’1,03% e Unicredit arretra dell’1,27%.

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