Piazza Affari in rosso, Eni resiste mentre Fincantieri affonda
Seduta negativa per il Ftse Mib, con volumi in calo e spread in allargamento; tra i pochi acquisti spiccano Eni e Poste, mentre Fincantieri guida i ribassi.
Kruso Capital mette a segno il rialzo più netto tra le small cap, con un progresso del 7,55%, mentre Gefran lascia sul terreno il 7,2%. È il contrasto più evidente di una giornata guidata dal segno meno, in cui il listino principale ha archiviato la seduta con un arretramento dello 0,85%.
Sul Ftse Mib, che ha chiuso a 51.543 punti, i recuperi sono rimasti rari e circoscritti. A farne le spese sono stati soprattutto i titoli legati all’industria e alla tecnologia, con vendite diffuse su più comparti.
Fincantieri trascina i ribassi
La flessione più pesante è arrivata da Fincantieri, che ha ceduto il 5,47%. Il gruppo aveva appena visto la sua joint-venture con Leonardo, Orizzonti Sistemi Navali, firmare un contratto da 3,7 miliardi con la Marina Militare, ma il mercato ha guardato altrove.
Deboli anche Avio, che ha perso il 3,01%, e diversi nomi esposti al settore dei semiconduttori e ai timori sulla possibile bolla dell’intelligenza artificiale. In questo gruppo rientrano Technoprobe (-4,84%), Prysmian (-3,85%) e Stm (-2,73%).
Pochi acquisti e spread più ampio
Tra i titoli in controtendenza, Eni ha chiuso in progresso dell’1,39%, sostenuta dalla corsa delle materie prime energetiche: il Wti è salito del 4,93% a 96,71 dollari al barile e il gas ha guadagnato il 5,74% a 76,13 euro al MWh. In evidenza anche Poste (+0,98%) e Tenaris (+0,85%), mentre Diasorin è avanzata con maggiore cautela, dello 0,54%.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
La giornata è stata accompagnata anche da un deterioramento del quadro obbligazionario. Lo spread fra Btp e Bund è salito a 94,6 punti, con il rendimento italiano in aumento di 4,3 punti al 4,54%, livello più alto dal novembre 2023. Anche il tasso tedesco è salito di 4,5 punti al 3,6%, massimo dal settembre 2008.
Gli scambi sono inoltre scesi a 2,8 miliardi di euro di controvalore, segnale di una seduta prudente. In ordine sparso i bancari: Intesa ha guadagnato lo 0,25%, mentre Banco Bpm ha perso lo 0,43%, Mediobanca lo 0,49%, Mps lo 0,66%, Bper l’1,26% e Unicredit l’1,55%.
Non si è salvata neppure la parte restante del listino, con Lottomatica in calo del 3,1%, Fineco del 2,45%, Amplifon del 2,12% e Moncler dell’1,6%. Tra i peggiori anche Stellantis, che ha ceduto il 4,31%.
Continua a leggere
Benzina, il tetto di Eni-Ip-Q8 cambia i prezzi: i numeri
I distributori coinvolti nel limite fissato dalle compagnie vendono a 1,99 euro la benzina e 2,19 il gasolio, sotto le medie nazionali.
Podcast, la nuova sfida nasce sui social: 18,5 milioni all’ascolto
Gli italiani scelgono sempre più spesso contenuti audio attraverso le piattaforme social, mentre il pubblico amplia tempi, luoghi e motivazioni di ascolto.
Politecnico di Milano, salto nella top 200: tutti i numeri della crescita
Il dato più netto riguarda il rapporto con il mondo produttivo: il Politecnico di Milano conserva un punteggio di 97,7 su 100 in questo indicatore.
Gasolio, Trump valuta la stretta: alleati avvisati sui rischi
La Casa Bianca esamina un possibile blocco delle vendite all’estero mentre la carenza di carburanti alimenta le preoccupazioni in vista del voto