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Economia 2 min di lettura1 ora fa

Piazza Affari accelera: banche in recupero, Tim resta al palo

Il rimbalzo del comparto bancario sostiene i listini europei, mentre a Milano brillano Campari, Avio e Nexi e arretrano i titoli tecnologici.

Il recupero degli istituti di credito ha dato slancio ai mercati europei, in attesa dei prossimi risultati societari. A Milano l’indice principale ha chiuso in rialzo dello 0,58%, con Mps a +1,36% e Generali a +1,11%, mentre Tim ha ceduto l’1,2%.


Le banche tornano protagoniste

A livello continentale, lo Stoxx Europe 600 ha guadagnato lo 0,6%. Il settore bancario ha guidato la seduta, recuperando terreno dopo una flessione complessiva dell’8% nelle due settimane precedenti; al contrario, telecomunicazioni e tecnologia hanno risentito di alcune vendite.

Tra le principali piazze, Madrid ha segnato la performance migliore con un progresso dell’1,2%. Seguono Londra, salita dello 0,99%, Francoforte, avanzata dello 0,76%, Parigi, in crescita dello 0,38%, e Milano, appunto a +0,58%.


Piazza Affari tra rialzi e cadute

Sul listino milanese Campari ha conquistato il primo posto con un aumento del 2,99%, davanti ad Avio (+2,75%) e Nexi (+2,47%). Nel comparto finanziario Bper ha registrato un balzo del 2,18%, Mediobanca è salita dell’1,3%, Intesa Sanpaolo dell’1,11%, Banco Bpm dello 0,88% e Unicredit dello 0,16%.

Positiva anche Unipol, che nel giorno di avvio dell’aumento di capitale ha guadagnato lo 0,89%. Generali ha chiuso a +1,11%, mentre Inwit, sostenuta dalle indiscrezioni su una possibile offerta da parte degli azionisti di maggioranza, ha aggiunto l’1,78% dopo diverse sedute brillanti.

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Tim sotto pressione, Poste sale

Non è riuscito il tentativo di rimbalzo di Tim, che ha terminato la giornata in calo dell’1,2%. Più pesante la seduta per St, scesa del 2,1%, e Technoprobe, arretrata del 2,5%.

Poste Italiane ha invece guadagnato l’1%. Kepler ha mantenuto invariato il prezzo obiettivo e ha migliorato il giudizio sul titolo, passando da “mantenere” ad “acquistare”, dopo che la società guidata da Matteo Del Fante ha portato all’86,95% la partecipazione in Tim. Secondo l’intermediario, l’equilibrio tra possibile rendimento e rischio è tornato interessante.


I dubbi sui mercati europei

Nonostante il rialzo, l’indice paneuropeo non è ancora riuscito a riportarsi sui massimi storici raggiunti ad agosto. A frenare il movimento contribuiscono le vendite sui mercati obbligazionari, il rincaro del petrolio e le apprensioni legate ai conti pubblici della Francia.

Gli investitori guardano ora alle prossime trimestrali, dalle quali si attendono risultati particolarmente solidi. Proprio queste aspettative hanno favorito la risalita dei listini, anche se il quadro resta condizionato dalle tensioni sui bond e dagli altri fattori di incertezza presenti sui mercati.

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