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Economia 1 min di lettura56 min fa

Petrolio oltre i 100 dollari, i mercati tremano: Milano affonda

Le nuove tensioni nello Stretto di Hormuz spingono il greggio e riaccendono la pressione sui titoli di Stato europei, con Piazza Affari maglia nera.

Il nuovo rialzo del petrolio riaccende l’avversione al rischio sui mercati europei. Il Brent guadagna l’1,3% e raggiunge quota 101,9 dollari, mentre il Wti cresce dello 0,6% fino a 90 dollari, dopo l’intensificazione degli attacchi iraniani contro le petroliere nello Stretto di Hormuz.


Il debito italiano torna sotto pressione

L’aumento dei costi energetici accompagna una nuova fase di vendite sui titoli pubblici dell’Eurozona. Le tensioni coinvolgono in particolare Francia, Italia e Grecia, mentre il differenziale tra Btp e Bund si amplia di 11 punti, portandosi a 116.

A risentirne è soprattutto il rendimento dei titoli italiani a dieci anni, che registra un incremento di 13 punti e sale al 4,66%. Il movimento riflette la cautela degli investitori di fronte al ritorno dell’incertezza sui mercati obbligazionari.

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Piazza Affari guida i ribassi

A metà della seduta l’indice milanese accentua la flessione e lascia sul terreno l’1,8%. L’andamento di Milano è peggiore rispetto alle principali piazze del continente.

Francoforte arretra infatti dell’1,2%, Parigi dello 0,9% e Londra dello 0,5%. La combinazione tra petrolio più caro e rendimenti in rialzo mantiene così i listini europei sotto pressione.

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