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Economia 2 min di lettura3 ore fa

Petrolio oltre 101 dollari, Borse in affanno: Milano punta su Stellantis

I timori legati a Hormuz e ai nuovi attacchi in Arabia Saudita pesano sui listini, mentre la produzione industriale tedesca sorprende al rialzo e il dollaro guadagna terreno.

Il nuovo scatto del greggio riporta la cautela sui mercati finanziari europei. Il Brent supera quota 101 dollari al barile e alimenta i timori per l’inflazione, mentre i rendimenti obbligazionari salgono: il Treasury statunitense a dieci anni si porta oltre il 5,3%.

A Piazza Affari, tuttavia, Stellantis si mette in evidenza in avvio. Gli acquisti interessano anche i titoli petroliferi, favoriti dalla nuova fiammata delle quotazioni energetiche, mentre resta alta l’attenzione sul comparto bancario e su alcune operazioni societarie.


Il petrolio torna a spaventare i mercati

Il contratto sul Brent avanza dello 0,63% a 101,20 dollari al barile; il Wti cresce invece dello 0,56%, raggiungendo 89,94 dollari. A sostenere i prezzi sono le nuove tensioni tra i ribelli Houthi dello Yemen e l’Arabia Saudita, insieme ai rischi per la navigazione nello Stretto di Hormuz.

Riyadh ha riferito di aver fermato un missile diretto verso l’area settentrionale della capitale. Sono stati inoltre rivendicati diversi attacchi contro aeroporti sauditi, mentre lo scalo di Aden, nello Yemen, è rimasto chiuso dopo essere stato colpito. In un’intervista a Reuters, il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance ha affermato che Teheran ha colpito alcune imbarcazioni, senza però riuscire a interrompere il transito di petrolio e gas.

A complicare il quadro contribuisce anche una perturbazione nata nel Golfo del Messico, che potrebbe intensificarsi fino a diventare un uragano e minacciare gli impianti locali di estrazione di petrolio e gas. L’aumento del greggio riaccende così i dubbi sugli effetti di un nuovo shock energetico sui prezzi e sulla crescita.


Stellantis guida la seduta milanese

In Italia il titolo Stellantis occupa la posizione di testa nel listino principale. Il rialzo delle materie prime sostiene anche le società legate all’energia, mentre gli investitori continuano a seguire con attenzione le banche dopo il rilancio dell’offerta pubblica di scambio di Intesa Sanpaolo su Banca Monte Paschi Siena.

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Sotto osservazione anche Recordati Ord. I fondi Cvc e Gbl hanno aumentato a 53 euro per azione il corrispettivo della loro offerta pubblica di acquisto. Il comparto tecnologico potrebbe invece beneficiare dell’intonazione positiva mostrata alla vigilia dai titoli statunitensi, con Nvidia Corp che ha segnato un nuovo massimo per capitalizzazione.


Europa debole, Germania oltre le attese

I contratti sugli indici azionari europei indicano un avvio negativo, in linea con il peggioramento del clima sui mercati. Anche i future di Wall Street hanno perso i guadagni iniziali, dopo i primati registrati nella seduta precedente grazie alla forza dei titoli tecnologici.

In Asia prevalgono le vendite proprio sul settore tecnologico, mentre gli operatori attendono indicazioni dai verbali dell’ultima riunione della banca centrale americana. Il dato sulla produzione industriale tedesca offre però un elemento positivo: ad agosto l’indice è cresciuto del 2%, contro il progresso dello 0,5% previsto dagli analisti.

Sul mercato valutario il dollaro si rafforza rispetto a tutte le principali divise del G10. L’euro arretra a 1,1223 dollari, mentre il Bitcoin perde l’1,6% e scende intorno a quota 84.200 dollari.

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