Petrolio in rialzo e chip sotto i riflettori: Tokyo +0,85%
Le tensioni nello stretto di Hormuz spingono energia e rendimenti, mentre i titoli tecnologici sostengono Tokyo, Taiwan e Seul.
Le nuove tensioni nello stretto di Hormuz riportano il mercato dell’energia al centro dell’attenzione: il greggio Wti sale dell’1,43% a 99,2 dollari al barile e il gas naturale guadagna il 3,52%, raggiungendo 88,06 euro per megawattora. Il movimento segue gli attacchi a imbarcazioni avvenuti dopo l’incidente che domenica scorsa ha coinvolto una petroliera.
Anche i rendimenti dei titoli di Stato aumentano, mentre i contratti a termine indicano un avvio positivo per le Borse europee e, soprattutto, per quelle statunitensi. Sul calendario macroeconomico figurano pochi appuntamenti: tra i principali, l’inflazione del Regno Unito e i dati sulle scorte americane di greggio.
GioiaPura
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I semiconduttori spingono Tokyo e Seul
La seduta asiatica procede senza una direzione comune. Tokyo chiude con un progresso dello 0,85%, Taiwan sale dell’1,28%, Seul accelera del 3,06% e Sydney aggiunge lo 0,16%; restano invece sotto pressione Hong Kong, in calo dello 0,71%, e Shanghai, che perde lo 0,58%.
Quando i mercati sono ancora aperti, Singapore mostra un rialzo dello 0,69%, mentre Mumbai arretra dello 0,07%. L’attenzione degli investitori è rivolta alle prime trimestrali dei grandi gruppi tecnologici, tra cui SpaceX e Super Micro Computer, con i produttori di chip tra i titoli più acquistati.
A Tokyo banche in evidenza
Sul listino giapponese Ibiden cresce del 3,62%, Tdk del 2,54% e Kyocera dell’1,54%. Tra i semiconduttori, Kioxia avanza del 2,59%, Socionext dell’1,9% e Rohm dell’1,72%, confermando la forza del comparto tecnologico nella seduta.
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Il quadro è meno favorevole per le case automobilistiche: Suzuki cede lo 0,85%, Nissan lo 0,75% e Toyota lo 0,19%. Tra le banche, invece, Resona sale del 3,08%, Mitsubishi Ufj del 2,4% e Sumitomo Mitsui del 2,3%; Nomura registra un rialzo più contenuto, pari all’1,36%.
Dollaro forte e titoli sotto pressione
Sul mercato valutario il dollaro si rafforza fino a quota 1,12 nei confronti dell’euro. Il cambio si mantiene a 1,33 contro la sterlina e a 158,15 rispetto allo yen. L’oro, al contrario, scende dello 0,15% a 4.114,7 dollari l’oncia.
In Europa il differenziale tra i titoli italiani e quelli tedeschi sale a 113,4 punti. Il rendimento annuo del Btp aumenta di 3,1 punti, al 4,55%, mentre il titolo tedesco cresce di 1,6 punti al 3,41% e quello francese di 1,4 punti al 4,94%.
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