Carrefour frena: disordini in Francia e profitti 2026 sotto pressione
Il gruppo della grande distribuzione ridimensiona le previsioni dopo i danni ai negozi, il calo dei clienti e l’aumento dei costi per sicurezza e logistica.
La reazione dei mercati è stata immediata: dopo l’annuncio diffuso a Borse europee chiuse, le ricevute di deposito di Carrefour scambiate negli Stati Uniti hanno perso oltre l’8% a Wall Street. Il gruppo francese ha infatti ridotto gli obiettivi finanziari per il 2026, collegando il peggioramento delle prospettive ai disordini sociali che stanno colpendo il Paese.
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Negozi danneggiati e meno clienti
L’impatto sulla rete commerciale si è manifestato già dall’inizio delle violenze. Secondo Alexandre Bompard, amministratore delegato di Carrefour, circa 50 punti vendita sono stati coinvolti nella prima giornata di disordini; alcuni sono stati saccheggiati e hanno subito danni rilevanti.
A questi problemi si aggiungono la diminuzione degli ingressi nei supermercati, le chiusure anticipate o temporanee legate al coprifuoco e l’incremento delle spese per protezione e movimentazione delle merci. In questo contesto, la società deve fare i conti con consumatori più prudenti e con condizioni operative difficili da prevedere.
Stime 2026 ridotte al minimo
Per l’intero esercizio, Carrefour ora prevede un utile per azione rettificato stabile oppure in lieve aumento. La previsione precedente indicava invece una crescita elevata, espressa con una sola cifra percentuale. Sono stati ridimensionati anche gli obiettivi relativi al margine operativo ricorrente, alla generazione di cassa netta libera e agli investimenti.
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«Il nostro gruppo sta affrontando una situazione senza precedenti in Francia», ha affermato Bompard martedì, richiamando l’incertezza sia sulla domanda sia sulla possibilità di mantenere regolare l’attività dei negozi. La nuova previsione finanziaria riflette quindi non soltanto la debolezza dei consumi, ma anche i costi aggiuntivi provocati dall’emergenza.
Il timore si allarga al settore
Carrefour potrebbe non essere l’unica società quotata a risentire della situazione. I prossimi aggiornamenti sui risultati di FNAC Darty, Hermès International e Kering, proprietario del marchio Gucci, saranno osservati per capire quanto le proteste abbiano inciso sulle vendite e sulle attività commerciali.
L’attenzione degli investitori si concentra così sulle possibili conseguenze per la grande distribuzione e per il comparto del lusso. Dopo l’impatto già registrato sui titoli di Stato francesi, l’instabilità interna comincia dunque a riflettersi anche sulle previsioni e sulle quotazioni delle imprese.
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