Petrolio, il Wti scivola a 89,4 dollari: pesa l’incertezza
Il greggio arretra negli scambi iniziali: il riferimento statunitense perde l’1,12%, mentre il Brent cala dello 0,89% a 97,16 dollari.
L’avvio degli scambi conferma la debolezza del mercato petrolifero, ancora condizionato dall’instabilità legata al conflitto in Medio Oriente. Le quotazioni registrano ribassi sia per il greggio statunitense sia per quello europeo.
Il Wti torna sotto i 90 dollari
Il Wti viene scambiato a 89,4 dollari al barile, con una diminuzione dell’1,12%. Il riferimento americano si porta così al di sotto della soglia dei 90 dollari.
Il movimento arriva in una fase caratterizzata da forte incertezza sullo scenario mediorientale. Le tensioni continuano quindi a rappresentare uno degli elementi che influenzano l’andamento delle quotazioni.
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Anche il Brent chiude in calo
La flessione riguarda anche il Brent, il principale riferimento europeo per il prezzo del petrolio. Il contratto arretra dello 0,89% e si attesta a 97,16 dollari.
Il calo dei due indicatori mostra un’apertura negativa per il comparto energetico, nonostante il contesto internazionale resti instabile. Le variazioni si riferiscono all’inizio delle contrattazioni.
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