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Economia 2 min di lettura4 ore fa

Petrolio e gas spingono i mercati: Europa col fiato sospeso

Piazze europee appena positive mentre gli investitori attendono il dato sui prezzi negli Stati Uniti e valutano trimestrali, banche, valute e materie prime.

Il comparto energetico resta sotto osservazione: il future novembre sul Wti avanza dello 0,31% a 94,43 dollari al barile, mentre il Brent con scadenza dicembre guadagna lo 0,26% e raggiunge 105,97 dollari. Il gas sale invece dell’1,6%, a 87,60 euro per megawattora.

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L’euro recupera terreno sul dollaro

Sul mercato dei cambi la moneta unica torna oltre la soglia di 1,12 dollari. Il cambio si attesta a 1,1210, contro 1,1193 della chiusura di martedì.

L’euro passa inoltre di mano a 177,40 yen, in lieve aumento rispetto ai 177,28 della seduta precedente. Il dollaro arretra marginalmente nei confronti della valuta giapponese: il rapporto si colloca a 158,26, contro 158,38.


Piazza Affari cerca conferme

A Milano il FTSE MIB prova a mantenersi al di sopra dei 50mila punti, in una seduta caratterizzata da movimenti contenuti. Gli acquisti si concentrano soprattutto su Avio, Prysmian e STMicroelectronics.

Le banche procedono invece con maggiore fatica. A pesare sono i risultati trimestrali non omogenei presentati dai principali istituti statunitensi e il parere contrario di Iss sulle offerte pubbliche di scambio promosse da Banca Monte Paschi Siena su Banco Bpm e Banca Generali.

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Il dato Usa può cambiare il quadro

Gli indici del Vecchio Continente si muovono in territorio leggermente positivo, ma senza accelerazioni. Gli investitori seguono il ritorno degli acquisti sui titoli tecnologici, bilanciato dalle preoccupazioni per il rincaro dell’energia e dall’incertezza geopolitica.

Al centro della giornata c’è la pubblicazione del dato sull’inflazione statunitense di settembre. Il numero sarà determinante per valutare quanto margine resti alla Federal Reserve nelle prossime decisioni sui tassi.


Tassi, mercato ancora diviso

Secondo le elaborazioni di Cme FedWatch, gli operatori assegnano una probabilità del 78% alla conferma dell’attuale orientamento della politica monetaria alla fine del mese. Per dicembre, invece, viene indicato al 71% lo scenario di un aumento dei tassi di 25 punti base.

L’attesa per il dato sui prezzi induce quindi alla cautela, mentre la stagione delle trimestrali continua a offrire indicazioni contrastanti. Le prossime indicazioni sull’inflazione potrebbero incidere sulle aspettative relative alle mosse della banca centrale americana.

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