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Economia 2 min di lettura1 ora fa

Petrolio a 101 dollari, Asia in rosso: cosa attendono i mercati

Gli investitori guardano alle scorte energetiche e ai verbali della Federal Reserve mentre i tecnologici frenano i listini asiatici.

Le prossime indicazioni su energia e politica monetaria potrebbero orientare i mercati nella seconda parte della giornata. L’Agenzia internazionale dell’energia diffonderà infatti i dati sulle scorte di greggio, mentre i verbali della riunione di settembre della Federal Reserve chiariranno meglio il confronto interno su inflazione e tassi.


Due appuntamenti per capire la rotta

Le informazioni dell’Agenzia internazionale dell’energia sono attese nel pomeriggio e saranno osservate alla luce della nuova pressione sui prezzi del petrolio. In serata, invece, gli investitori analizzeranno le minute della banca centrale statunitense per individuare segnali sulle prossime decisioni monetarie.

Il quadro resta condizionato da rendimenti obbligazionari in aumento. Il decennale del Tesoro americano guadagna tre punti base e si porta al 5,31%, mentre il mercato continua a misurarsi con un contesto caratterizzato da inflazione e costo del denaro elevati.


Il greggio torna sotto i riflettori

Il Brent sale dello 0,6% a 101,2 dollari al barile; il West Texas Intermediate avanza invece dello 0,5% a 89,9 dollari. A sostenere le quotazioni contribuisce l’incremento degli attacchi alle petroliere segnalati negli ultimi giorni nello Stretto di Hormuz.

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L’aumento del greggio si riflette anche sul comparto obbligazionario, perché alimenta le preoccupazioni per le pressioni sui prezzi. I future sull’Euro Stoxx 50 arretrano dello 0,6%, mentre i contratti legati a Wall Street mostrano movimenti contenuti.


Tecnologia asiatica senza slancio

Nel frattempo, i titoli tecnologici non replicano in Asia la spinta che aveva portato il listino newyorkese su nuovi massimi storici nella seduta precedente. Gli operatori, tuttavia, continuano a confidare nella tenuta degli utili trimestrali delle società statunitensi, nonostante la combinazione di tassi e inflazione in crescita.

Tra le principali piazze regionali, Tokyo lascia sul terreno lo 0,5%, Seul l’1,8% e Sydney lo 0,1%. Shenzhen scende dello 0,3%, mentre Shanghai si muove in controtendenza con un progresso dello 0,3%.

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