Patrimoni, il private banking amplia servizi e consulenza
A fine giugno il private banking italiano ha raggiunto 1.524 miliardi di euro di masse affidate.
A fine giugno il private banking italiano ha raggiunto 1.524 miliardi di euro di masse affidate. Il dato supera già la stima di 1.490 miliardi formulata per la fine del 2026.
L’intelligenza artificiale sta intanto modificando il lavoro quotidiano degli operatori. Viene impiegata per sorvegliare i portafogli, ricordare le scadenze e gestire alcune richieste attraverso strumenti digitali; l’automazione delle procedure più semplici lascia inoltre ai consulenti maggiore spazio per le decisioni articolate.
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Tecnologia ancora poco vicina ai clienti
L’utilizzo delle nuove tecnologie non procede allo stesso ritmo in tutte le aree. Il 40% dei dirigenti del settore dichiara di avere portato l’intelligenza artificiale su vasta scala nei processi interni e nelle attività principali, ma la percentuale scende al 10% quando si considerano il rapporto diretto con la clientela e i servizi rivolti agli utenti.
Secondo Antonella Massari, segretaria generale dell’Associazione italiana private banking, il professionista dovrà concentrarsi sempre meno sulla semplice disponibilità dei dati. “Guardando in prospettiva - evidenzia Massari - il valore del professionista sarà sempre meno legato al possesso delle informazioni e sempre più alla capacità di interpretarle, contestualizzarle e trasformarle in decisioni coerenti con i bisogni e gli obiettivi della famiglia”.
Portafogli più diversificati
Nel secondo trimestre amministrato e gestito sono aumentati entrambi del 9,6%, mentre la raccolta diretta ha segnato una crescita dell’1,9%. Il confronto con giugno 2025 mostra così un calo della componente diretta, dal 13,9% al 12,9%, accompagnato dall’incremento dell’amministrato, dal 31,6% al 32,5%, e del gestito, dal 35,2% al 35,8%.
Il movimento non indica un abbandono della liquidità e risente anche dell’andamento dei mercati. Nei portafogli amministrati le obbligazioni hanno raccolto circa 12 miliardi di euro in più; cedole e rendimento devono però essere valutati insieme alla durata dei titoli e alla concentrazione dei rischi.
Tra aprile e giugno i fondi comuni hanno registrato un incremento di circa 31 miliardi, mentre le gestioni patrimoniali sono salite di 15 miliardi. Nello stesso periodo le azioni presenti nell’amministrato sono aumentate di 23 miliardi, cifre che comprendono sia i nuovi investimenti sia l’effetto delle quotazioni.
Consulenza per intere famiglie
La crescita delle masse è accompagnata da una richiesta di assistenza più ampia rispetto alla sola scelta degli strumenti finanziari. I consulenti sono chiamati a coordinarsi con avvocati e fiscalisti, a seguire il passaggio generazionale e a tenere insieme attività finanziarie, immobili e quote societarie.
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Il tema riguarda in particolare le famiglie imprenditoriali, per le quali la gestione del patrimonio è collegata alla continuità dell’azienda. Servono quindi conoscenza dettagliata degli interessi familiari e un rapporto destinato a consolidarsi nel tempo.
Le indagini internazionali confermano questo cambiamento. Il rapporto 2026 di Capgemini, basato su 6.510 persone facoltose in 27 mercati, rileva che solo il 17% considera completamente fluida e personalizzata l’esperienza ricevuta dal proprio operatore. Inoltre, la quota di chi utilizza un’unica società di gestione è scesa dal 39% del 2019 al 19% del 2025.
La ricerca McKinsey, condotta su 5.490 risparmiatori e investitori in 15 Paesi europei, ha coinvolto anche 510 persone con attività finanziarie oltre 2 milioni di euro. Per il 70% di questo gruppo è molto o estremamente importante che il consulente affronti anche temi non finanziari, come la longevità e le necessità dei familiari.
Ricchezza da organizzare nel tempo
In Italia la raccolta netta del primo semestre è stata pari a 42 miliardi di euro: 17 miliardi tra gennaio e marzo e 25 miliardi nel trimestre successivo. Alla crescita si sono aggiunti circa 50 miliardi derivanti dalla rivalutazione degli investimenti, quindi non da nuovi versamenti.
La composizione della clientela rende più delicata la pianificazione. Gli over 65 costituiscono il 37% dei clienti e controllano il 56% delle masse; per questo assumono rilievo le decisioni sull’uso del patrimonio durante la pensione, sul sostegno ai figli e sull’assistenza ai genitori anziani.
Massari avverte che la crescita della ricchezza registrata negli ultimi vent’anni non può essere considerata automaticamente replicabile nel periodo successivo. Il private banking deve così accompagnare scelte che riguardano l’intero ciclo di vita, con servizi coordinati e soluzioni costruite sulle esigenze delle singole famiglie.
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