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Economia 2 min di lettura54 min fa

Trasporto pubblico, 26,2 miliardi di danni senza i servizi

Lo studio Agens stima 4,6 miliardi di valore diretto e 9,6 miliardi di costi collettivi aggiuntivi

Il trasporto pubblico locale sostiene ogni anno lavoro e imprese per 26,2 miliardi di euro: è la stima del danno economico che deriverebbe da una sua forte riduzione o dalla scomparsa dei servizi. Lo studio di Agens, realizzato dal Politecnico di Milano, sarà presentato oggi a Roma.

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Il valore prodotto dal settore

Le oltre 800 aziende del comparto generano direttamente 4,6 miliardi di euro di valore aggiunto ogni anno. Il calcolo parte da 12,1 miliardi di risorse annuali: 8,4 miliardi arrivano da finanziamenti pubblici, mentre 3,5 miliardi derivano dalla vendita di biglietti e abbonamenti.

Dal totale vengono sottratti 7,5 miliardi destinati all’acquisto di beni e servizi necessari all’attività, tra carburanti, elettricità e manutenzione. Il trasporto pubblico non si limita quindi a garantire gli spostamenti di circa 5 miliardi di passeggeri all’anno, ma alimenta anche una rete di fornitori.


L’effetto sulle imprese fornitrici

Bus, tram e treni richiedono mezzi, componenti, combustibili e tecnologie acquistati da altre aziende. Questa domanda genera ulteriore valore aggiunto, calcolato dalla ricerca tra 3,6 e 7,8 miliardi di euro ogni anno.

Sommando l’impatto diretto e quello collegato alla filiera, il contributo complessivo all’economia italiana oscilla tra 8,2 e 12,4 miliardi di euro annui. La quota equivale allo 0,4%-0,6% del Pil; per ogni euro creato direttamente dal comparto, le altre imprese attivano da 0,79 a 1,69 euro aggiuntivi.

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Cosa accadrebbe senza i mezzi pubblici

La ricerca misura anche le conseguenze di una rete quasi azzerata. In questo caso, l’accesso ai posti di lavoro diminuirebbe in media del 26% a livello nazionale, con riduzioni comprese tra il 70% e l’80% nelle zone urbane più dense.

L’effetto sulla produttività media italiana sarebbe negativo per l’1,2%, una percentuale che arriverebbe al 3,1% nelle grandi città. Il restringimento del bacino di lavoratori e professionalità raggiungibili dalle imprese produrrebbe così una perdita economica annua di 26,2 miliardi di euro.


La simulazione nell’area di Milano

Il Politecnico ha applicato lo scenario a una delle principali aree metropolitane italiane. A Milano, durante la sola fascia di punta del mattino, circa 54mila spostamenti verrebbero cancellati per l’assenza di alternative.

Tra questi ci sarebbero 15mila persone impossibilitate a raggiungere il luogo di lavoro. La sostituzione con mezzi privati comporterebbe inoltre costi collettivi stimati in 9,6 miliardi di euro.

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