Pasta Barilla negli Usa, il giudice chiude la causa sull’etichetta
Il tribunale californiano ha stabilito che il riferimento al primato di Barilla in Italia non fa pensare, da solo, a una produzione con grano italiano
La scritta che presenta Barilla come il marchio di pasta più venduto in Italia non è stata giudicata fuorviante per i consumatori statunitensi. Con questa motivazione, un tribunale della California settentrionale ha respinto la class action promossa contro Barilla America per le confezioni distribuite negli Stati Uniti.
Il sondaggio non convince il tribunale
Al centro della controversia c’era la frase stampata sui pacchi, equivalente a “marchio di pasta numero 1 in Italia”. I ricorrenti sostenevano che quel messaggio potesse far credere che la pasta fosse prodotta in Italia utilizzando esclusivamente grano italiano.
Il giudice Ajay Krishnan non ha però accolto questa lettura. Nella sentenza ha anche escluso il valore probatorio di un sondaggio presentato dai consumatori, ritenendo che il modo in cui era stata formulata la domanda potesse orientare le risposte degli intervistati invece di rilevare in modo neutrale la loro interpretazione dell’etichetta.
Le indicazioni sulla confezione
Secondo il tribunale, il riferimento all’Italia doveva essere valutato insieme alle altre informazioni presenti sul prodotto. Sui due lati delle confezioni compariva infatti l’indicazione che la pasta era realizzata negli Stati Uniti, con ingredienti statunitensi e importati.
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Per questa ragione, il collegamento tra il marchio e l’Italia non è stato considerato una promessa implicita sull’origine della materia prima o sul luogo di fabbricazione. Il consumatore, ha rilevato la corte, disponeva già sulla confezione degli elementi necessari per comprendere la provenienza degli ingredienti e della produzione.
Il legame italiano resta legittimo
I promotori dell’azione legale contestavano anche l’uso dell’identità italiana di Barilla nella comunicazione rivolta al mercato americano. A loro avviso, quel richiamo poteva rafforzare l’idea che il prodotto fosse italiano sotto ogni profilo, non soltanto per la storia del marchio.
Anche questo argomento è stato respinto. Krishnan ha osservato che Barilla è stata fondata in Italia, mantiene nel Paese la propria sede e rappresenta il marchio di pasta più popolare sul mercato italiano. “L’identità del marchio Barilla legata all’Italia non è ingannevole”, ha affermato il giudice, chiudendo così il procedimento a favore della società.
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