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Economia 1 min di lettura5 ott

Nucleare, Pichetto guarda ai reattori compatti: la possibile svolta

Il ministro dell’Ambiente indica la metà del prossimo decennio come orizzonte per avviare una riflessione sugli impianti di nuova generazione.

La strategia italiana sul nucleare potrebbe concentrarsi inizialmente su reattori di dimensioni ridotte. È questa la direzione indicata da Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, intervenuto al Festival del cambiamento.


Il calendario resta da definire

Rispondendo a una domanda sul ritorno dell’energia atomica, Pichetto Fratin ha spiegato che un primo confronto potrebbe partire entro la fine della prima metà del prossimo decennio. Il riferimento temporale indicato dal ministro colloca quindi l’avvio del ragionamento intorno alla metà del prossimo decennio, senza però fissare una data definitiva.

«La valutazione che posso fare è di iniziare un ragionamento entro la fine della prima metà del prossimo decennio», ha affermato il ministro a margine del suo intervento. Le tempistiche, ha aggiunto, derivano anche dalle indicazioni raccolte tra analisti, comparto produttivo, industria e partner impegnati nella ricerca internazionale.

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Prima gli SMR, poi gli AMR

L’ipotesi allo studio non riguarda, in questa fase, impianti di grandi dimensioni. L’attenzione del governo è rivolta soprattutto ai reattori modulari di piccola taglia, indicati con l’acronimo SMR, cioè i piccoli reattori modulari.

In un secondo momento, secondo quanto riferito da Pichetto Fratin, il percorso potrebbe estendersi agli AMR, reattori modulari avanzati. «La nostra valutazione riguarda impianti di piccola stazza, quindi gli SMR o, più avanti, gli AMR», ha precisato il ministro, delineando una possibile progressione tecnologica per il nucleare italiano.

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