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Economia 1 min di lettura4 giorni fa

Nero da 197,6 miliardi: quanto pesa davvero sull’Italia

Il nuovo focus Censis-Confcooperative quantifica il costo dell’economia sommersa e mostra l’impatto sui redditi, sui servizi e sulla sicurezza di milioni di persone.

Per 2,7 milioni di persone il conto è immediato: chi lavora fuori dalle regole incassa meno, perde tutele e resta esposto a un futuro più fragile. Secondo il focus Censis-Confcooperative, questa area dell’economia vale 197,6 miliardi l’anno.


Un taglio che colpisce redditi e diritti

La fotografia restituisce anche un’altra misura del danno: nelle tasche degli occupati irregolari finisce soltanto metà della paga che spetterebbe in condizioni regolari. Non si tratta quindi solo di evasione o mancato gettito, ma di un impoverimento diretto per chi vive quel lavoro.

Il report collega questo fenomeno anche alla perdita di prospettive e protezioni. A pagare, insomma, sono soprattutto i lavoratori che restano ai margini di contratti e garanzie.

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Il costo pro capite per il Paese

Su base nazionale, l’impatto stimato equivale al 9,2% del Pil. Tradotto in cifre individuali, il nero sottrae 3.350 euro a ogni residente in Italia, neonati e anziani inclusi.

Quelle risorse, osserva il focus, potrebbero essere destinate a welfare e servizi pubblici. Il confronto con il Pnrr rende l’ordine di grandezza ancora più chiaro: il valore stimato dell’economia sommersa è praticamente pari a 197,6 miliardi, cioè una massa economica enorme che resta fuori dai canali regolari.

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