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Economia 2 min di lettura1 ora fa

Nel 2025 Rimini guida la crescita, Milano il valore

Rimini ha segnato nel 2025 il maggiore aumento del valore aggiunto provinciale, con una crescita del 3,92% rispetto all’anno precedente.

Rimini ha segnato nel 2025 il maggiore aumento del valore aggiunto provinciale, con una crescita del 3,92% rispetto all’anno precedente. Milano ha invece conservato il primato per ricchezza prodotta per abitante, arrivando a 67.137,09 euro.

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I divari tra le aree italiane

La distanza territoriale resta ampia: nel Nord-Ovest il valore aggiunto pro capite si è attestato a 42.339,78 euro, quasi il doppio dei 22.875,35 euro del Mezzogiorno. La media italiana è stata pari a 34.316,68 euro.

I dati arrivano dall’elaborazione del Centro Studi Tagliacarne e di Unioncamere sul valore aggiunto provinciale a prezzi correnti. A livello nazionale, l’incremento del 2025 sul 2024 è stato del 2,30%.


Le province con gli aumenti maggiori

Dopo Rimini, la graduatoria della crescita è stata guidata dall’Aquila, con un +3,69%, e da Bologna, salita del 3,39%. Il risultato riminese ha quindi preceduto quello di due province che hanno registrato incrementi superiori alla media nazionale.

Milano ha mantenuto invece la prima posizione nella classifica basata sul valore prodotto da ciascun residente. Il dato pro capite del capoluogo lombardo è risultato nettamente superiore alla media del Paese.


Agricoltura in crescita

Nel 2025 l’agricoltura ha raggiunto il peso più alto degli ultimi vent’anni sul totale dell’economia, pur rappresentando soltanto il 2,33% del valore aggiunto complessivo. Nel 2005 la quota era stata del 2,26%.

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Gli aumenti più marcati del comparto sono stati rilevati a Fermo (+22,27%), Pesaro e Urbino (+20,55%) e Ascoli Piceno (+18,90%). Nel complesso, il settore agricolo è cresciuto del 6%, con un’accelerazione più forte al Nord (+10,08%) rispetto al Mezzogiorno (+1,24%).


Costruzioni avanti sull’industria

Le costruzioni hanno registrato un incremento del 3,43%, diventando il secondo comparto per ritmo di crescita. L’Aquila (+13,31%), Teramo (+11,92%) e Chieti (+11,92%) hanno ottenuto i risultati provinciali più elevati.

A livello territoriale, il Centro ha segnato un aumento del 5,03%, seguito dal Nord con il 4,6%. Più contenuta la variazione del Mezzogiorno, ferma all’1,09%. L’industria, invece, ha mostrato segnali di rallentamento.


Il commento di Unioncamere

Andrea Prete, presidente di Unioncamere, ha collegato l’aumento del valore aggiunto alla capacità di resistenza del sistema produttivo italiano, evidenziando però le differenze tra territori e le difficoltà di alcuni settori industriali.

Secondo Prete, la priorità è rendere la crescita più stabile e distribuita, aiutando le imprese a investire, innovare e raggiungere nuovi mercati.

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