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Economia 1 min di lettura1 ora fa

Petrolio e gas crollano, Milano sale dell’1,2%

La distensione tra Iran e Stati Uniti sostiene le azioni, mentre scendono rendimenti dei titoli di Stato e spread

Le Borse europee hanno accelerato, sostenute dall’ipotesi di nuovi negoziati tra Iran e Stati Uniti. Milano segnava un rialzo dell’1,2%, mentre le quotazioni di petrolio e gas perdevano terreno.

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Gli acquisti a Milano

A Piazza Affari Buzzi guadagnava il 5,9% e Stm il 4,3%, con una ripresa degli acquisti sui titoli tecnologici. Moncler e Campari avanzavano entrambe del 3,9%, Finecobank del 3% e Amplifon del 2,7%.

Il ribasso del greggio penalizzava invece le società del comparto energetico. Eni cedeva il 2,8%, mentre Tenaris arretrava dell’1,3%.


Petrolio, gas e titoli di Stato

Il Brent scendeva a 97,3 dollari al barile e il Wti a 105,9 dollari, con una flessione complessiva del 6,6%. Sul mercato europeo del gas il prezzo diminuiva dell’8,5%, portandosi a 95,1 euro per megawattora.

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La discesa delle materie prime energetiche alimentava anche le aspettative di un rallentamento dell’inflazione. Il rendimento del Btp decennale calava di oltre 8 punti base, al 4,42%, mentre il differenziale con il Bund si riduceva a 113 punti.


Il rialzo delle piazze azionarie

Il segnale più forte arrivava da Milano, seguita da Parigi in crescita dell’1%, Francoforte dello 0,7% e Londra dello 0,3%. A New York il Nasdaq segnava un progresso dell’1,3% e il Dow Jones dell’1,2%.

A sostenere i mercati erano le aperture alla diplomazia. Mojtiba Khamenei, Guida Suprema iraniana, aveva autorizzato il ritorno al dialogo con Washington; Donald Trump aveva a sua volta manifestato disponibilità a riaprire i negoziati. L’ipotesi di un riavvio delle trattative riduceva i timori di una nuova escalation militare, alla vigilia delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti.

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