Neet, la distanza dall’obiettivo Ue vale 380mila giovani: i numeri
La quota di ragazzi che non studiano e non lavorano è scesa al 13,3%, ma restano 1,2 milioni di persone da reinserire attraverso formazione e occupazione.
Portare la presenza dei Neet dall’attuale 13,3% al 9% fissato dall’Europa per il 2030 significherebbe coinvolgere nel lavoro circa 380mila giovani in più. È questo uno dei dati centrali emersi a Milano durante la presentazione dello studio sulla condizione dei ragazzi fuori da istruzione e occupazione.
Il calo è netto, ma il fenomeno resta
Nel 2015 i giovani italiani senza lavoro e fuori dai percorsi di studio rappresentavano il 25,7% della popolazione di riferimento. Dieci anni dopo la percentuale è scesa al 13,3%, contro il 15,3% registrato nel 2024. In valori assoluti, tuttavia, il gruppo comprende ancora 1,2 milioni di persone.
La ricerca, intitolata “La condizione Neet. Dati, cause e politiche di un fenomeno in calo”, è stata realizzata da Intesa Sanpaolo, Fondazione Cariplo e Scuola di giornalismo Walter Tobagi. L’analisi distingue sei profili: tra questi ci sono giovani a rischio di esclusione, laureati con aspettative professionali elevate, persone scoraggiate e donne che restano lontane dal mercato del lavoro per compiti di cura.
Non tutti hanno lo stesso ostacolo
La composizione del gruppo mostra situazioni differenti. Il 35% è disoccupato, mentre il 33,3% dichiara di poter lavorare ma non svolge una ricerca attiva; il 31,7%, invece, non cerca un impiego e non si considera disponibile a iniziare.
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Queste differenze rendono necessarie risposte diversificate, dall’orientamento alla formazione fino al sostegno sociale e all’accompagnamento verso un impiego. Secondo Andrea Forghieri, direttore esecutivo di Intesa Sanpaolo per il Sociale, il passaggio dal 13,3% al 9% potrebbe produrre benefici sia per l’occupazione sia per la crescita economica: “Significherebbe riuscire a riportare nel processo produttivo circa 380mila giovani”.
I progetti già attivi sul territorio
Tra le iniziative illustrate c’è ZeroNeet, promosso da Fondazione Cariplo insieme a Regione Lombardia e Intesa Sanpaolo. Dopo poco più di un anno, il programma sostiene 55 interventi tra Lombardia e Verbano-Cusio-Ossola e riunisce 459 realtà, comprese organizzazioni non profit, amministrazioni pubbliche e imprese.
I percorsi avviati hanno già coinvolto oltre 4.500 Neet attraverso attività di orientamento, formazione, inclusione e inserimento lavorativo. È stato inoltre ricordato Giovani e Lavoro, presente in quindici regioni: dal 2019, con Generation Italy, ha raggiunto circa 6mila ragazzi, organizzati in 240 classi, e ha messo in contatto il progetto con 2.500 imprese. L’80% dei partecipanti ha poi trovato un’occupazione.
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