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Economia 2 min di lettura20 min fa

Namirial guarda all’Europa: la mossa spagnola e la sfida dei 300 milioni

L’ingresso in ZeroComa amplia il presidio iberico del gruppo italiano, che punta a crescere ancora dopo i 270 milioni di ricavi registrati nel 2025.

La convergenza delle regole europee sulla certificazione digitale sta favorendo le aziende italiane, entrate prima di altre in questo settore. Tra i tre principali operatori del comparto figurano infatti Namirial e la divisione Digital Trust di Tinexta, che nel 2025 ha realizzato circa 220 milioni di euro.

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La crescita italiana punta oltreconfine

Namirial ha costruito il proprio sviluppo sulle tecnologie che rendono valide e protette le operazioni digitali. L’offerta comprende il riconoscimento da remoto, la firma elettronica, l’attestazione delle comunicazioni, l’archiviazione documentale e la fatturazione elettronica.

Banche, compagnie assicurative, studi professionali e amministrazioni pubbliche utilizzano queste soluzioni per gestire procedure in cui contano la verifica dell’identità, la tutela dei documenti e il rispetto degli obblighi normativi. Dal 2020, sotto la guida dell’amministratore delegato Massimiliano Pellegrini, il gruppo è passato da ricavi di circa 50 milioni a 270 milioni nel 2025.

Pellegrini ha indicato la direzione strategica dell’azienda spiegando: «Abbiamo una piattaforma completa, per tecnologie, standard e prodotti, e puntiamo a essere leader in Europa: nella complessità dei diversi mercati nazionali, i clienti che operano in molti Paesi preferiscono un fornitore di certificazione integrato».


Un’acquisizione per rafforzare la Spagna

In questo percorso si inserisce l’ingresso di ZeroComa, società spagnola nata a Madrid e attiva nello sviluppo di programmi per le comunicazioni fiscali, la fatturazione digitale e gli avvisi elettronici delle amministrazioni pubbliche. Il prezzo dell’operazione non è stato reso noto.

ZeroComa conta più di 650 clienti. Secondo le stime riportate dalla stampa spagnola, il suo giro d’affari si colloca tra 4 e 5 milioni di euro. Gli amministratori delegati Álvaro e Alejandro Allende manterranno la guida della società e diventeranno anche azionisti di Namirial.

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L’operazione consente così al gruppo italiano di ampliare la propria presenza nel mercato iberico, proprio mentre in Spagna avanzano le disposizioni che spingono imprese e professionisti a digitalizzare gli obblighi fiscali e a utilizzare la fattura elettronica.


Ricavi in aumento e capitale cambiato

Namirial impiega più di 1.400 persone e opera in oltre 90 Paesi. Per il 2026 l’obiettivo è oltrepassare quota 300 milioni di euro di fatturato, dopo il risultato raggiunto nell’esercizio precedente.

Nel 2025 il controllo societario è passato da Ambienta a Bain Capital. La valutazione stimata del gruppo ha raggiunto 1,1 miliardi di euro, un livello indicato come otto volte superiore a quello del 2020.

La spinta all’espansione arriva in una fase in cui le norme dei diversi Paesi europei tendono ad avvicinarsi. Il vantaggio maturato in Italia, dove il mercato delle tecnologie di certificazione si è aperto prima rispetto ad altre aree del continente, offre a Namirial una base per competere su scala internazionale.

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