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Economia 2 min di lettura13 ott

Mps, il verdetto di Iss scuote il piano: cosa rischia Lovaglio

Il consulente di voto raccomanda di respingere alcune operazioni strategiche e il maxi-dividendo, ma sostiene la fusione con Mediobanca.

Il piano industriale di Mps trova un ostacolo nel parere di Iss: il consulente di voto chiede agli azionisti di fermare alcune delle operazioni più ambiziose proposte dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio. Nel mirino finiscono le offerte su Banco Bpm e Banca Generali, la riduzione del capitale e la distribuzione di un dividendo straordinario da 4 miliardi di euro.

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Iss teme una fusione troppo complessa

Secondo il rapporto, l’acquisizione dei due istituti aggiungerebbe difficoltà a un’integrazione già impegnativa, quella con Mediobanca. Iss ritiene che il progetto possa trasformarsi in un’unione a tre o quattro realtà, caratterizzate da culture aziendali e procedure differenti.

Il consulente segnala inoltre l’assenza, in Mps, di un consiglio di amministrazione e di una squadra manageriale sufficientemente coesi per governare un processo di questa portata. Per queste ragioni, a suo giudizio, i documenti disponibili non giustificano l’approvazione delle operazioni collegate al piano di Lovaglio, nemmeno se considerate separatamente.


Il voto del 29 ottobre cambia prospettiva

La raccomandazione riguarda l’assemblea degli azionisti convocata per il 29 ottobre. Iss suggerisce di respingere anche la proposta di riduzione del capitale sociale e la cedola straordinaria da 4 miliardi, mentre invita a dare il via libera alle altre delibere all’ordine del giorno.

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Tra queste figura la fusione con Mediobanca, che quindi mantiene il sostegno del consulente di voto. Il parere non equivale però a un appoggio all’offerta ostile presentata da Intesa, eventualità che Iss definisce una possibile interpretazione della propria posizione, ma non quella corretta.


L’offerta di Intesa resta da valutare

Iss precisa infatti che l’operazione promossa da Ca’ de Sass rappresenta soltanto una delle alternative che gli azionisti dovranno esaminare con attenzione. Anche questa proposta, secondo il rapporto, presenta elementi problematici.

In particolare, il consiglio continua a ritenere che l’offerta di Intesa sottovaluti Mps. La conclusione del consulente è dunque circoscritta alle delibere in discussione: i dati e le informazioni oggi disponibili, sostiene Iss, non offrono una base sufficiente per sostenere le operazioni proposte dal Monte.

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