Ex Ilva, tra pause e ripartenze: il piano per salvare l’occupazione
Novi Ligure resta il sito più esposto, mentre Taranto e Genova preparano nuove lavorazioni e richiamate del personale nei prossimi mesi.
Novi Ligure resta il punto più delicato del piano per mantenere operative le attività dell’ex Ilva. I commissari di Adi in amministrazione straordinaria stanno cercando una soluzione che consenta di replicare gli interventi già predisposti per Taranto e Genova, con l’obiettivo di arrivare a un risultato entro il primo trimestre del 2027.
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Novi cerca una soluzione produttiva
La difficoltà principale riguarda la reperibilità di bobine d’acciaio con caratteristiche compatibili con le lavorazioni del sito. I commissari dichiarano di conoscere le ricadute che l’attuale situazione sta avendo sui dipendenti e confermano l’impegno a individuare una prospettiva operativa analoga a quella degli altri due stabilimenti.
L’ipotesi indicata non comporta la chiusura di Novi Ligure. La valutazione dei commissari è che, entro i primi tre mesi del 2027, possano essere definite condizioni sufficienti per riavviare un percorso produttivo basato su modalità simili a quelle previste a Taranto e Genova.
Genova attende nuovi materiali
A Genova le linee dedicate ai prodotti zincati, decapati e alla banda stagnata resteranno attive con il personale in servizio fino alla conclusione di novembre 2026. Nel frattempo, Adi sta portando avanti trattative avanzate con imprese esterne per assicurare nuove commesse, comprese lavorazioni per conto di terzi; la chiusura degli accordi è attesa nell’arco di circa dieci giorni.
Le intese dovrebbero garantire 35.000 tonnellate mensili di bobine: 25.000 destinate alle linee dello zincato e del decapato, altre 10.000 a quella della banda stagnata. Una volta terminato il materiale già disponibile, è prevista una pausa tecnica di alcune settimane; il richiamo degli addetti necessari dovrebbe partire dall’11 gennaio 2027, così da consentire la ripresa delle lavorazioni.
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Taranto riparte con nuove commesse
Nel sito pugliese sono già stati sottoscritti con tre società ordini per circa 365.000 tonnellate di bramme da lavorare per conto di altri operatori siderurgici. L’intesa coinvolge alcune tra le principali imprese italiane del settore e ha già portato al rientro del personale impiegato nelle attività portuali e nei trasporti ferroviari.
Il calendario prevede il ritorno dalla Cigs degli addetti a esercizio e manutenzione del Treno Nastri 2 nei primi giorni di novembre. La lavorazione è fissata dal 10 novembre al 14 dicembre, mentre la messa in sicurezza degli impianti dovrà concludersi entro il 19 dicembre; una nuova sessione è prevista dal 7 gennaio 2027 per l’intero mese. I commissari puntano inoltre ad ampliare gli ordini e a raggiungere ulteriori accordi per coprire tutto il primo semestre del 2027.
Le pause non indicano chiusure
Secondo il programma predisposto, le brevi interruzioni tra una fase e l’altra hanno carattere tecnico e servono a garantire la continuità delle attività e dell’occupazione. Per Genova, in particolare, il fermo tra l’esaurimento delle bobine presenti e l’avvio delle nuove lavorazioni non viene considerato una cessazione della produzione.
In una nota, i commissari hanno ribadito che Taranto e Genova continueranno a produrre nei mesi successivi, con il ricorso al personale richiamato dalla Cigs, e che Novi Ligure non sarà chiusa. Il programma mira anche a limitare gli effetti della riduzione dei volumi, proteggere il maggior numero possibile di posti di lavoro e sostenere le aziende dell’indotto.
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