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Economia 1 min di lettura14 ott

Metano, l’Europa frena: la stretta slitta al 2028

Bruxelles propone di posticipare di dodici mesi i nuovi vincoli sulle importazioni energetiche, citando il delicato quadro geopolitico e la sicurezza delle forniture.

La Commissione europea sostiene che il rinvio non ridimensioni gli obiettivi dell’Unione sul metano né la solidità degli impegni per tagliare le emissioni. Bruxelles difende quindi la misura come un aggiustamento temporale, non come un passo indietro sul piano ambientale.

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La sicurezza energetica resta la priorità

La scelta viene motivata con la necessità di «evitare ulteriori pressioni sulla sicurezza dell’approvvigionamento» energetico. A pesare è soprattutto «l’attuale contesto geopolitico», giudicato particolarmente teso dalle istituzioni europee.

Il rinvio dovrebbe servire a evitare che l’applicazione immediata delle nuove regole crei difficoltà aggiuntive sul fronte delle forniture. La Commissione, tuttavia, ribadisce che la pausa non modifica «l’ambizione e l’integrità» della strategia europea contro le emissioni di metano.

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Nuove regole operative dal 2028

La proposta riguarda i limiti previsti dal regolamento europeo sulle emissioni di metano per le importazioni di gas, petrolio e carbone. L’entrata in vigore, inizialmente prevista prima, verrebbe così spostata al 2028, con un posticipo di un anno.

Il cambiamento non è ancora definitivo. Per diventare operativo, il rinvio dovrà ottenere l’approvazione formale sia dell’Eurocamera sia dei Paesi dell’Unione europea; solo al termine di questo passaggio istituzionale sarà definita l’effettiva decorrenza dei vincoli.

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