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Economia 1 min di lettura14 ott

Metano, Bruxelles frena sulla stretta: l’entrata slitta al 2028

La Commissione europea lega il rinvio alle tensioni sui mercati dell’energia, ma conferma gli obiettivi di riduzione delle emissioni

«L’ambizione dell’Europa nella lotta contro il cambiamento climatico rimane incrollabile». Dan Jorgensen, commissario Ue per l’energia, difende così la linea ambientale di Bruxelles, pur riconoscendo la necessità di applicare le nuove regole con maggiore elasticità in una fase delicata per i prezzi e le forniture.

Secondo Jorgensen, l’avvicinarsi di un inverno potenzialmente difficile sul fronte dei costi impone di tutelare i cittadini dalla volatilità e di non aggiungere rischi a un sistema energetico già esposto a limitazioni su scala globale. La posizione del commissario combina quindi la conferma degli obiettivi climatici con una richiesta di pragmatismo nell’attuazione delle norme.

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Energia sotto pressione globale

A pesare sulle valutazioni europee sono soprattutto le tensioni sui mercati dell’energia, alimentate dal conflitto in Medio Oriente. La Commissione segnala che l’instabilità può tradursi in rincari e in una minore disponibilità di gas e petrolio, con possibili conseguenze sulla sicurezza degli approvvigionamenti.

Il quadro riguarda anche il regolamento sulle emissioni di metano. Dal gennaio 2027, il provvedimento avrebbe introdotto per gli importatori di gas naturale, petrolio e carbone specifici obblighi di controllo, comunicazione dei dati e verifica, pensati per individuare e limitare le fughe di metano lungo la filiera.

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Il rinvio attende il via libera

Per ridurre l’impatto delle nuove prescrizioni nell’attuale scenario geopolitico, la Commissione europea ha proposto di spostare al 2028 l’avvio dei vincoli sulle importazioni. La modifica interessa non soltanto il gas, ma anche il petrolio e il carbone inclusi nel regolamento.

La scelta non è ancora definitiva: il rinvio dovrà essere approvato formalmente dal Parlamento europeo e dai Paesi membri. Bruxelles sostiene tuttavia che la pausa di un anno non ridimensioni né l’integrità né il livello di ambizione degli impegni assunti dall’Unione per contenere le emissioni di metano.

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