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Economia 1 min di lettura15 ott

Giovani italiani all’estero: il divario di stipendio alimenta la fuga

Tra il 2011 e il 2024 il 6% degli italiani tra 18 e 34 anni ha lasciato il Paese: oltre metà è laureata e quasi il 60% lavora in settori carenti di personale in Italia.

La differenza tra gli stipendi iniziali potrebbe essere uno dei fattori che spingono i giovani italiani a cercare opportunità oltreconfine. Per un neolaureato si parla di circa 30mila euro lordi in Italia, mentre la media estera raggiunge i 45mila euro.

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Il divario salariale resta decisivo

Il dato è contenuto nel Rapporto giovani expat Cnel 2025, presentato da Giulio Buciuni, docente al Trinity College di Dublino. Il confronto sulle retribuzioni d’ingresso fotografa una distanza significativa per chi si affaccia al mercato del lavoro dopo l’università.

La questione è stata discussa durante il summit Future@Work 2026, organizzato a Roma presso la sede dell’Inps. All’appuntamento partecipano più di 100 responsabili delle risorse umane, tra direttrici e direttori del personale.

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Sei giovani su cento hanno lasciato

Secondo i dati Ocse 2026 illustrati da Marco Gallo, managing director di Hrc Community, tra il 2011 e il 2024 il 6% degli italiani di età compresa tra 18 e 34 anni è emigrato. Più della metà di questo gruppo possiede una laurea.

Un altro elemento riguarda la collocazione professionale: quasi il 60% degli expat trova impiego all’estero in ambiti nei quali le aziende italiane segnalano difficoltà nel reperire lavoratori. La fuoriuscita dei giovani, quindi, coinvolge anche competenze richieste dal mercato nazionale.

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