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Economia 3 min di lettura23 ore fa

Manovra, il bivio dei 2,6 miliardi: tasse, pensioni e bonus

Dal possibile ritocco all’Irpef alla tassa piatta per gli autonomi, passando per pensioni, casa, sanità e imprese: tutte le ipotesi allo studio.

Il punto più incerto della prossima manovra riguarda il taglio dell’Irpef per i redditi medi, un intervento da circa 2,6 miliardi che potrebbe essere rinviato per mancanza di risorse. Nel frattempo avanzano altre ipotesi: l’ampliamento della tassa piatta per gli autonomi, agevolazioni sugli aumenti salariali, nuovi sostegni per anziani e persone fragili e incentivi per gli investimenti delle imprese.

Sul fronte previdenziale si valuta anche l’uscita dal lavoro a 64 anni, ma con il calcolo interamente contributivo. Il pacchetto potrebbe comprendere inoltre la riduzione del bollo auto, misure per la casa e un intervento sul canone Rai. Energia e difesa entrerebbero nel provvedimento soltanto se l’Unione europea darà piena autorizzazione allo scostamento di 29 miliardi previsto per il prossimo biennio.

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Irpef e stipendi restano in bilico

L’ipotesi più onerosa sul piano fiscale prevede di abbassare dal 43% al 33% l’aliquota applicata alla fascia di reddito compresa tra 50mila e 60mila euro. Per i contribuenti interessati il vantaggio arriverebbe a circa 1.000 euro all’anno, ma il costo complessivo spinge il governo a mantenere la misura ancora aperta nel confronto interno.

Non sembra invece destinata a entrare nella manovra una detassazione, anche parziale, della tredicesima. Potrebbe trovare spazio, al contrario, la conferma dell’imposta sostitutiva al 5% sugli aumenti derivanti dai rinnovi contrattuali, purché riferiti a redditi non superiori a 33mila euro. La stessa agevolazione potrebbe essere applicata agli incrementi retributivi dei lavoratori più giovani, con l’obiettivo di rendere meno conveniente il trasferimento all’estero.


Autonomi e pensioni cercano spazio

Per i lavoratori autonomi si studia l’ampliamento del regime forfettario: la soglia dei ricavi potrebbe salire da 85mila a 100mila euro, mantenendo la tassazione al 15%. L’intervento allargherebbe quindi la platea di chi può accedere alla cosiddetta tassa piatta.

La previdenza presenta però un conto più elevato. Tra le priorità c’è la rivalutazione degli assegni per compensare l’effetto dell’inflazione, mentre la Lega propone il pensionamento a 64 anni a condizione che l’assegno venga calcolato soltanto con il metodo contributivo. La misura, ancora in discussione, avrebbe dunque caratteristiche diverse rispetto a un’uscita anticipata generalizzata.

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Sanità e bollo, le altre novità

Per anziani e persone fragili il governo sta valutando un sistema capace di anticipare almeno in parte il beneficio fiscale delle spese sanitarie. Oggi le detrazioni producono effetti nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo; l’idea è sostituire quel meccanismo, almeno parzialmente, con un bonus forfettario modulato in base al reddito.

Il taglio del bollo auto, previsto per il 2027 su un solo veicolo per nucleo familiare, potrebbe diventare permanente. L’agevolazione riguarderebbe le automobili fino a 80 kW di potenza e le motociclette. Tra le richieste della maggioranza figura anche una riduzione del canone Rai, attualmente fissato a 90 euro annui e addebitato a rate nella bolletta elettrica.


Imprese e abitazioni al centro

Per sostenere le aziende che investono nella riduzione dei consumi energetici e dell’impatto ambientale si punta a rafforzare l’iperammortamento. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha indicato questa direzione; tra le possibilità c’è l’estensione del beneficio alle spese per software e servizi cloud.

Alle imprese potrebbero essere offerte anche procedure più semplici attraverso l’allargamento della Zona economica speciale, oggi circoscritta alle regioni del Mezzogiorno. Per gli immobili, invece, si ragiona sul prolungamento degli incentivi per migliorare l’efficienza energetica, con un possibile innalzamento della detrazione fino al 65%. Resta sul tavolo anche una cedolare secca al 5% per i contratti di locazione di lunga durata.

Se l’autorizzazione europea sul maggiore disavanzo arriverà senza limitazioni, il provvedimento potrebbe includere infine interventi specifici per i comparti dell’energia e della difesa. La composizione definitiva dipenderà quindi sia dalle risorse disponibili sia dall’esito del confronto tra le forze di governo.

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