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Economia 2 min di lettura10 ore fa

Le caramelle si fanno museo: dentro la nuova Fabbrica della Felicità

A Collegno Leone 1857 apre un percorso tra storia, produzione e assaggi, con laboratori, visite guidate e spazi dedicati a eventi e turismo industriale.

L’edificio è stato concepito con un’attenzione particolare all’impatto ambientale: il progetto punta alla certificazione Leed Gold e combina pannelli fotovoltaici, raccolta dell’acqua piovana e materiali naturali o riciclabili. La luce del giorno e il verde, distribuito tra interno ed esterno, completano l’impostazione architettonica.

La struttura non ospita soltanto il percorso dedicato ai visitatori. Sono stati previsti anche ambienti per incontri aziendali e iniziative private, così da affiancare alla produzione e alle attività museali nuove possibilità di utilizzo.


Una storia di famiglia da condividere

Per Michela Petronio e Luca Barilla, l’apertura rappresenta il risultato di un progetto coltivato dal 2018, anno dell’acquisizione di Leone 1857. “La Fabbrica della Felicità nasce da un sogno che accompagna la nostra famiglia fin dal 2018, quando abbiamo acquisito Leone 1857: custodire, tramandare e condividere con il pubblico, una bella storia Italiana”, spiegano i due proprietari.

L’iniziativa, secondo quanto riferito, nasce anche dalla volontà di mantenere riconoscibili l’identità e il patrimonio dell’azienda, accompagnandoli nel tempo senza separarli dall’attività produttiva. Famiglie, scuole, gruppi organizzati, agenzie di viaggio e operatori turistici rientrano tra i destinatari del nuovo spazio.


La fabbrica entra nell’offerta torinese

A Collegno, alle porte di Torino, Leone 1857 ha reso visitabile un’area di 7mila metri quadrati costruita accanto allo stabilimento. Il progetto, curato dallo studio milanese Piuarch, riunisce memoria industriale, produzione e attività rivolte al pubblico, trasformando quasi 170 anni di storia in un’esperienza aperta ai visitatori.

L’operazione si inserisce nella crescita del turismo d’impresa legato al settore alimentare. In questo caso il rapporto con lo stabilimento resta diretto: il racconto del marchio è infatti accompagnato dalla possibilità di osservare alcune fasi della lavorazione delle specialità Leone.

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Tra macchinari storici e assaggi

Il museo si sviluppa su due livelli e alterna installazioni interattive, scenografie immersive e punti di osservazione sulle linee operative. Ingredienti, ricette, prodotti e tecniche guidano il pubblico alla scoperta di pastiglie e cioccolato, con un itinerario che unisce spiegazioni e coinvolgimento pratico.

Il fulcro è il Teatro, affacciato sulle produzioni di pastiglie e cioccolato. Qui appare il contrasto tra le attrezzature d’epoca e gli impianti più recenti; al termine del percorso è previsto un assaggio. Sono disponibili anche laboratori tematici, oltre a formule di visita autonoma o accompagnata.


Dalla latta gialla al punto vendita

L’ingresso accoglie i visitatori con una grande riproduzione della celebre latta gialla di Leone. Nella stessa zona si trovano il punto vendita principale, allestito dentro una serra, e la caffetteria: entrambi possono essere frequentati anche da chi non entra nel museo.

La proposta gastronomica, curata da Pop Up per la caffetteria e il servizio di ristorazione per eventi, utilizza in alcune preparazioni i prodotti dell’azienda. A completare l’offerta ci sono abbinamenti tra diverse varietà di cioccolato Leone e una scelta di vermut torinesi.

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