Lagarde lascia la Bce prima del termine, pesa la politica
La scelta richiama il caso de Galhau e riapre il tema dell’autonomia delle banche centrali europee
Christine Lagarde lascerà anzitempo la presidenza della Banca centrale europea. La decisione viene collegata alle pressioni della politica francese e riaccende i dubbi sull’indipendenza delle istituzioni monetarie.
GioiaPura
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Le dimissioni anticipate
La partenza di Lagarde viene presentata come il risultato di una persuasione esercitata dall’area politica francese. Il riferimento è al presidente Emmanuel Macron, che avrebbe favorito l’uscita anticipata della presidente della Bce.
Secondo questa lettura, la vicenda rischia di indebolire la credibilità dell’istituzione europea. Una banca centrale dovrebbe poter operare senza condizionamenti esterni, soprattutto quando le decisioni sui tassi e sulla politica monetaria incidono sull’intera economia dell’area euro.
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Il precedente della Francia
Il caso di Lagarde viene accostato a quello di François Villeroy de Galhau, che avrebbe lasciato prima della scadenza anche la guida della Banca di Francia. Il testo considera simili le due vicende per il ruolo esercitato dalla politica sulle scelte dei banchieri centrali.
L’uscita di entrambi, invece di essere interpretata come una scelta autonoma a tutela delle rispettive istituzioni, viene descritta come una resa alle pressioni politiche. Da qui nasce l’ombra proiettata sulla Banca di Francia e sulla Bce, due organismi chiamati a preservare la propria autonomia.
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