La Doria, il blocco dei camion ferma 7 stabilimenti: l’allarme
Il gruppo delle conserve denuncia l’impatto della protesta degli autotrasportatori sulla produzione meridionale e sulla presenza dei prodotti italiani nei punti vendita.
La protesta degli autotrasportatori ha paralizzato l’attività di La Doria, gruppo da 1.375 milioni di euro di fatturato e con 15 siti produttivi in Italia. Nel Mezzogiorno, sette stabilimenti sono completamente inattivi e i dipendenti sono stati collocati in ferie.
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Sette impianti meridionali senza attività
Antonio Ferraioli, presidente e amministratore delegato di La Doria, ha descritto una situazione che coinvolge l’intera filiera delle conserve. «I nostri 7 stabilimenti al Sud sono completamente fermi», ha affermato, spiegando che il blocco dei trasporti sta impedendo alla società di mantenere regolare la produzione.
L’azienda realizza alimenti a lunga conservazione destinati soprattutto alle marche della distribuzione, tra cui pomodoro, sughi pronti, legumi e pasta. Per i lavoratori degli impianti meridionali, l’interruzione dell’attività si è tradotta nel ricorso alle ferie.
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Sughi stranieri sugli scaffali
Secondo Ferraioli, gli effetti della protesta non riguardano soltanto La Doria. Nei negozi, l’assenza dei prodotti italiani rischia di lasciare spazio a conserve e sughi provenienti dall’estero, con conseguenze sulla competitività delle aziende nazionali.
Il presidente e amministratore delegato del gruppo ritiene inoltre difficile recuperare integralmente quanto perso durante il fermo. «Difficile recuperare, danni per l’intera economia del Mezzogiorno», ha dichiarato, collegando la crisi produttiva alle ricadute più ampie sull’economia del Sud.
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