Ita Airways, 226 posti a rischio tra voli e terra
La procedura riguarda 10 piloti, 90 assistenti di volo e 126 addetti, con le prime uscite previste entro dicembre 2026
Ita Airways ha avviato una procedura di licenziamento collettivo per 226 dipendenti, tra personale di volo e di terra.
La compagnia prevede di rafforzare la formazione per chi resterà in organico, con l’obiettivo di spostare parte dei lavoratori anche tra reparti diversi. Il piano sarà discusso con le organizzazioni sindacali e dovrebbe accompagnare la trasformazione delle attività interne.
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Formazione e nuovi compiti
Tra le priorità indicate dal vettore c’è un diverso rapporto con i passeggeri. Il personale di cabina dovrà concentrare maggiormente il lavoro sulle esigenze del cliente, valorizzando le caratteristiche dell’offerta italiana.
Ita intende inoltre proporre percorsi di aggiornamento e riqualificazione per favorire il reimpiego interno. La società avverte però che la formazione non consentirà di assorbire tutte le eccedenze previste.
La digitalizzazione porterà all’automazione di varie funzioni amministrative e organizzative. Il progetto di integrazione con Lufthansa, denominato “Aurora”, dovrebbe permettere anche di eliminare alcune sovrapposizioni utilizzando strutture già presenti nel gruppo tedesco.
La compagnia cita pure l’intelligenza artificiale capace di svolgere autonomamente determinati incarichi. Per gestire queste tecnologie saranno cercati all’esterno specialisti di automazione, apprendimento automatico e avionica, competenze che non tutti gli attuali dipendenti possono acquisire attraverso la riqualificazione.
Aerei fermi e rotte ridotte
Il ridimensionamento arriva mentre Ita deve fare i conti con una flotta operativa inferiore alle attese. I problemi ai motori Pratt & Whitney hanno lasciato a terra alcuni aerei di nuova generazione, mentre Airbus ha rinviato diverse consegne per difficoltà produttive.
La disponibilità ridotta di velivoli ha rallentato l’espansione dei collegamenti intercontinentali, considerati essenziali per i risultati economici della compagnia. Sul corto e medio raggio, infatti, la concorrenza dei vettori a basso costo resta particolarmente forte.
Un ulteriore elemento di pressione potrebbe arrivare dall’ampliamento dei diritti di quinta libertà a Milano Malpensa. A determinate condizioni, compagnie straniere potrebbero trasportare più passeggeri tra l’Italia e altri Paesi durante collegamenti internazionali.
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Secondo Ita, questa prospettiva rischia di alimentare una competizione tra aeroporti italiani e di indebolire il ruolo di Fiumicino, con possibili ripercussioni anche sull’occupazione collegata allo scalo romano.
Carburante e domanda in calo
Nei documenti trasmessi alla rappresentanza sindacale, il vettore indica tra le cause della crisi l’aumento del costo del carburante per aerei, passato da 670 a 1.700 dollari per tonnellata.
La società collega il rincaro ai conflitti in Ucraina e in Medio Oriente, oltre alle difficoltà di transito nell’area dello stretto di Hormuz e ai danni subiti da alcune raffinerie del Golfo. A luglio era stata ipotizzata anche una possibile scarsità di carburante, con conseguenze pesanti sull’attività dei vettori.
Le tensioni internazionali hanno imposto modifiche a diverse rotte, aumentando la durata dei voli e i consumi. Nello stesso periodo, Ita segnala una diminuzione rapida delle prenotazioni: molti viaggiatori avrebbero preferito soluzioni considerate più sicure.
Numeri e tempi della procedura
Al 15 ottobre 2026 Ita Airways contava 5.269 dipendenti. I 226 posti indicati nella procedura equivalgono al 4,3% dell’organico complessivo.
La ripartizione comprende 10 piloti, 90 assistenti di volo e 126 lavoratori di terra. L’avvio dell’iter previsto dalla legge 223 del 1991 non equivale però a licenziamenti già effettuati: quantità definitiva, criteri di selezione e possibili alternative saranno affrontati nel confronto con i sindacati.
Le eccedenze sono definite strutturali e non temporanee. Le prime lettere potrebbero partire entro il 30 dicembre 2026; qualora venga raggiunta un’intesa, la procedura potrebbe proseguire per un secondo gruppo fino al 30 dicembre 2027.
Ita non ha messo in conto somme aggiuntive rispetto a quelle previste dalla legge e dai contratti collettivi. Gli eventuali incentivi all’uscita saranno quindi materia della trattativa con le organizzazioni dei lavoratori.
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