Irpef, il peso si concentra su pochi: i numeri del nuovo report
Lo studio di Itinerari previdenziali fotografa un sistema molto sbilanciato: una parte ampia dei contribuenti versa poco, mentre i redditi più alti sostengono una quota decisiva del gettito.
Il quadro che emerge dalle dichiarazioni 2024 mostra un’Irpef sorretta da una platea ristretta di contribuenti. Le fasce più elevate pesano in modo decisivo, mentre milioni di italiani non risultano versare nulla.
Il gettito si regge su una minoranza
Nel rapporto di Itinerari previdenziali dedicato alle dichiarazioni dei redditi 2024, il segmento con almeno 200mila euro di reddito rappresenta appena lo 0,3% dei contribuenti, ma contribuisce a quasi il 10% dell’Irpef complessiva. Anche chi supera quota 100mila euro resta una quota molto piccola: l’1,75% dei contribuenti, pari a 745.615 persone, accolla il 22,25% dell’imposta.
Più in generale, oltre i 35mila euro si colloca il 18,78% dei contribuenti, che versa il 65% dell’Irpef totale. Sopra i 55mila euro, invece, si scende al 6,25% della platea, ma quel gruppo copre comunque il 40,63% del gettito.
I redditi bassi pagano quasi niente
All’estremo opposto, i primi tre scaglioni fino a 20mila euro raccolgono il 47,13% dei contribuenti e producono solo il 5% dell’Irpef. Lo studio evidenzia anche che i redditi fino a 29mila euro comprendono il 69,78% dei contribuenti, ma assicurano appena il 21,33% del totale; il restante 30,22% versa invece il 78,67% dell’imposta.
Il report collega questi numeri a una base imponibile molto ampia ma poco produttiva: su 42,8 milioni di contribuenti, in un Paese da 58,9 milioni di abitanti, quelli che versano effettivamente sono poco più di 34,1 milioni. Di conseguenza, circa 24,8 milioni di italiani, tra i quali quasi 9 milioni di contribuenti, non pagano un euro.
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Redditi fermi, spesa in salita
L’analisi osserva poi che tra il 2008 e il 2024 i redditi sono aumentati di 270 miliardi, pari al 34,54%. Un progresso vicino all’inflazione del periodo, indicata al +32,17%, e poco sotto la crescita del Pil, pari al +34,31%.
Nello stesso arco temporale, però, la spesa pubblica ha accelerato più del reddito. È passata da 789,45 miliardi nel 2008 a 1.108,4 miliardi nel 2024, dopo aver toccato il massimo di 1.150 miliardi nel 2023: l’incremento è di 319 miliardi, cioè +40,4%.
Anche la spesa per l’assistenza ha registrato un balzo rilevante. Dai 73 miliardi iniziali è arrivata a 180 miliardi, con una crescita del 146,5%.
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