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Economia 1 min di lettura30 set

Inflazione, Urso avverte l’Europa: l’Italia non può fare tutto da sola

Il ministro collega i dati preliminari dell’Istat all’energia e chiede un intervento coordinato dell’Unione per contenere la pressione sui prezzi.

Il rialzo dell’inflazione atteso dai dati preliminari dell’Istat sarebbe legato soprattutto al caro energia e, in particolare, ai carburanti. È questa la lettura di Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, intervenuto a margine del Forum del Largo Consumo.

Secondo Urso, le iniziative annunciate da Eni e dalle altre compagnie possono contribuire a frenare i costi energetici e il loro effetto sui prezzi. Tuttavia, per il ministro, le misure nazionali non sono sufficienti senza una risposta comune a livello europeo.


Il peso dell’energia sui prezzi

Urso ha spiegato di aspettarsi un incremento dell’inflazione determinato in larga misura dalla componente energetica. Il riferimento riguarda anche i carburanti, settore nel quale, a suo giudizio, si stanno finalmente delineando interventi con una portata più strutturale.

Le iniziative delle aziende, ha osservato il ministro, potrebbero attenuare l’impatto dell’energia sull’inflazione. Il loro effetto, però, rischia di rimanere limitato se gli altri Paesi europei non adotteranno provvedimenti analoghi: “Non possiamo agire da soli”, ha detto Urso commentando le stime dell’Istat.

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La richiesta di una svolta europea

Il ministro ha sollecitato un’azione dell’Unione Europea, sostenendo che gli Stati membri non possono restare fermi davanti alla crescita dei costi. A suo avviso, il problema richiede una strategia condivisa e non soltanto interventi decisi dal governo italiano.

Urso ha ricordato inoltre l’attività avviata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dai ministeri competenti. Tra le direttrici indicate figurano la revisione del sistema degli ETS e l’alleggerimento dei vincoli che, secondo il ministro, risultano difficili da applicare per le imprese nell’attuale fase del Green Deal.

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