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Economia 1 min di lettura1 ora fa

Imprese italiane, l’IA resta difficile da spiegare e governare

Il divario tra fiducia percepita e capacità di controllo scende, ma resta il più alto registrato in Europa.

Le imprese italiane hanno ancora difficoltà a governare l’intelligenza artificiale in modo affidabile.

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Dati e controlli migliorano i risultati

La qualità delle informazioni, la possibilità di verificare i processi, l’attribuzione delle responsabilità e la spiegabilità dei sistemi sono associate alla capacità di ottenere risultati economici misurabili. Le organizzazioni che investono in queste pratiche registrano rendimenti superiori alla media.

La necessità di comprendere come opera l’IA aumenta con l’affidamento di decisioni alla tecnologia. Le aziende devono quindi poter ricostruire le ragioni di una scelta automatizzata e dimostrarne l’affidabilità, non limitarsi a introdurre nuovi strumenti.


Pochi ritorni dagli investimenti

Il valore prodotto dai progetti di intelligenza artificiale è cresciuto in modo contenuto: l’indice dei risultati aziendali è passato da 50,2 punti nel 2025 a 51,7 nel 2026. La frammentazione dei dati continua a pesare sulla capacità di trasformare gli investimenti in benefici concreti.

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Soltanto il 18,7% delle organizzazioni dichiara di avere ottenuto un ritorno elevato dalle risorse destinate all’IA. Il dato segnala la distanza tra l’avvio dei progetti e la loro effettiva realizzazione sul piano operativo.


Fiducia alta, capacità più limitata

Il divario tra la fiducia dichiarata nella tecnologia e la capacità concreta di controllarla si è ridotto da 18,4 punti nel 2025 a 14,1 nel 2026. Nonostante il miglioramento, la distanza rimane la più ampia tra quelle rilevate in Europa.

Il dato emerge dal Rapporto 2026 sull’impatto dei dati e dell’IA, realizzato ad aprile da IDC per SAS su 2.699 responsabili decisionali di 28 Paesi. Tra le difficoltà principali non c’è soltanto l’adozione dell’intelligenza artificiale: per molte imprese rimane complesso spiegare il funzionamento dei sistemi e rendere comprensibili le loro decisioni.

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