Il 78% degli italiani riconosce carenze nelle competenze digitali
Ricerca Youtrend: formazione per il 70% dei laureati, quota ferma al 24% tra chi ha la licenza media.
Il 78% degli italiani ritiene di avere competenze digitali insufficienti. La formazione continua è vista come uno strumento utile per lavorare meglio, cambiare professione o aumentare lo stipendio senza cambiare mansione.
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Il divario legato al titolo di studio
Il dato emerge dal rapporto “Governare le competenze - il punto di vista degli italiani sulla formazione”, realizzato da Youtrend per Fastweb Digital Academy. I risultati sono stati presentati martedì 27 ottobre durante un incontro dedicato ai dieci anni della scuola di Fastweb + Vodafone.
Tra le persone che hanno frequentato almeno un corso negli ultimi dodici mesi, il livello di istruzione incide fortemente sulla partecipazione. Ha investito nella propria formazione il 70% dei laureati, mentre la quota scende al 24% tra chi possiede soltanto la licenza media.
La cybersicurezza viene indicata come la capacità più importante per il mercato del lavoro dal 26% degli intervistati. Il 19% manifesta invece interesse a seguire percorsi formativi su questo argomento.
Le richieste dal mondo del lavoro
Secondo la ricerca, aggiornare le proprie conoscenze non serve soltanto a migliorare l’efficienza nelle attività quotidiane. Gli italiani associano lo studio di nuove competenze anche alla possibilità di accedere a un impiego diverso o di ottenere una retribuzione più alta restando nella stessa posizione.
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Lorenzo Pregliasco, socio fondatore di Youtrend, ha illustrato i risultati durante la tavola rotonda, alla quale hanno partecipato anche Walter Rizzetto, presidente della Commissione XI Lavoro della Camera, e Walter Renna, amministratore delegato di Fastweb + Vodafone.
I dieci anni della scuola digitale
Renna ha ricordato che l’accesso alla trasformazione digitale richiede più delle sole infrastrutture. «Abbattere le barriere di accesso al digitale non significa solo portare reti di nuova generazione ma dare a tutti la possibilità di beneficiarne», ha detto, spiegando che da questa impostazione è nata la Digital Academy dieci anni fa.
La scuola ha formato finora oltre 1,3 milioni di persone, comprese numerose appartenenti alla pubblica amministrazione. Per Renna, la priorità attuale è rendere accessibili gli strumenti legati all’intelligenza artificiale e stimolare la domanda di formazione.
Rizzetto ha posto l’accento sulla collaborazione tra istituzioni, imprese e sistema formativo. «La collaborazione tra pubblico e privato nell’ambito digitale deve promuovere un utilizzo responsabile delle nuove tecnologie, mettendo le persone al centro dell’innovazione e dei processi decisionali», ha affermato, indicando nel confronto tra i diversi soggetti la strada per individuare i nuovi profili professionali e costruire percorsi di aggiornamento adeguati.
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