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Economia 1 min di lettura1 ora fa

Il 3% passa dall’IA: il Fmi vede più crescita, ma anche tassi in salita

A Bangkok Kristalina Georgieva invita a fare i conti con una tecnologia già decisiva: la domanda potrebbe attutire l’impatto delle guerre, aumentando però la pressione sui tassi

La tecnologia è ormai un fattore concreto per l’economia mondiale, non più soltanto una promessa. È questa la posizione espressa da Kristalina Georgieva a Bangkok, all’apertura degli incontri del Fondo monetario internazionale, dove l’intelligenza artificiale è stata indicata come una possibile spinta per la crescita globale fino al 3%.

La direttrice generale del Fmi ha riassunto il cambio di fase con una frase netta: «Potete amarla o odiarla. Ma è già qui». La sua valutazione arriva in un contesto segnato dai conflitti e dalle conseguenze delle crisi energetiche e finanziarie.


La domanda tecnologica sfida le guerre

Secondo il Fondo monetario, gli investimenti e i consumi legati all’intelligenza artificiale possono sostenere l’attività economica anche mentre le tensioni internazionali pesano sugli scambi e sulla fiducia. La domanda generata dal settore tecnologico viene così considerata un elemento capace di compensare almeno in parte gli effetti delle guerre.

Georgieva ha descritto questo contributo come un sostegno già visibile, pur invitando a non ignorare le incognite. L’economia sembra trovare nella nuova tecnologia una risorsa per lasciarsi alle spalle alcuni ostacoli recenti, dalle difficoltà sul fronte dell’energia agli effetti dei precedenti rialzi dei tassi.

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Più crescita, ma il costo sale

L’accelerazione dell’intelligenza artificiale non avrebbe però soltanto conseguenze positive. Una domanda più robusta, alimentata dalle attività connesse alla tecnologia, può infatti aumentare la pressione sui prezzi e spingere verso l’alto i tassi d’interesse.

Il quadro delineato a Bangkok resta quindi ambivalente: l’IA può rafforzare il prodotto globale e contribuire a una crescita del 3%, ma allo stesso tempo rendere più difficile il percorso di contenimento del costo del denaro. Per il Fmi, la discussione non riguarda più l’arrivo della tecnologia, bensì il modo in cui gestirne gli effetti sull’economia.

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