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Economia 2 min di lettura1 ora fa

Google davanti alla Rai: il sorpasso che riscrive i media italiani

Nel 2024 Alphabet ha raccolto il 12,4% delle risorse del sistema integrato delle comunicazioni, superando di misura il servizio pubblico e cambiando gli equilibri del settore.

Per la prima volta nella storia del Sistema integrato delle comunicazioni, il gruppo con la quota maggiore non appartiene alla televisione tradizionale. Alphabet, la società madre di Google, ha infatti raggiunto il 12,4% delle risorse economiche considerate dall’Agcom, mentre la Rai si è fermata al 12%: una distanza di appena quattro decimi, sufficiente però a segnare un cambio di fase.

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Il web prende il vertice della classifica

I dati, riferiti al 2024, fotografano un mercato nel quale il primato è passato a una piattaforma digitale. Anche Meta ha rafforzato la propria posizione, superando Sky e Fininvest nella graduatoria dei principali operatori.

Per lungo tempo la discussione sul potere nei media italiani è ruotata attorno al confronto tra Rai e Mediaset, soprattutto per ascolti e pubblicità televisiva. La classifica dell’Agcom mostra invece un quadro più articolato: oggi il soggetto economicamente più rilevante arriva dal web, all’interno del perimetro creato per monitorare le concentrazioni nel comparto audiovisivo.


Cinque gruppi separati da pochi punti

Secondo Diego Ciulli, responsabile delle relazioni istituzionali e delle politiche pubbliche di Google per Italia, Grecia e Cipro, la fotografia attuale indica un livello di competizione molto diverso da quello di alcuni anni fa. «Il Sic è nato 24 anni fa per contrastare i rischi del monopolio, allora del duopolio, nel mercato dei media», ha scritto su LinkedIn.

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Ciulli ha sottolineato che oggi cinque operatori presentano quote rilevanti e ravvicinate, comprese tra il 12,4% e il 9,2%, mentre altri soggetti stanno crescendo. A suo giudizio, il risultato di Google riflette anche la decisione di operare come realtà radicata nel mercato italiano, rispettando le regole e mantenendo un dialogo con le istituzioni su pirateria, diritto d’autore e sistemi di misurazione.


Gli editori lanciano l’allarme

La lettura di Google non coincide con le preoccupazioni espresse dagli editori e dagli altri operatori tradizionali. A Roma, mercoledì 21 ottobre 2026, Confindustria Radio Televisioni, Fieg e Aie hanno promosso insieme l’incontro “Articolo 21: il diritto di sapere”, prima iniziativa comune delle tre associazioni.

Al centro del confronto c’è il rischio di un punto di non ritorno per comparti che considerano la crescita delle piattaforme web una minaccia potenzialmente decisiva. La nuova graduatoria dell’Agcom, con Alphabet davanti alla Rai, rende ancora più evidente la trasformazione del sistema economico e competitivo dei media italiani.

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