Giurify, l’avvocato digitale che vuole cambiare il lavoro legale
La nuova piattaforma fondata anche da Federico Faggin combina intelligenza artificiale, fonti giuridiche aggiornate e supporto professionale per le imprese
Per Federico Faggin, il valore di Giurify sta nell’unione tra strumenti digitali e competenza professionale. «L’intelligenza artificiale esamina i documenti, svolge ricerche e propone bozze o percorsi giuridici; il legale controlla, completa e approva il lavoro», ha spiegato l’inventore del primo microprocessore. La tecnologia, secondo Faggin, rende più rapido il procedimento, ma le scelte e la responsabilità restano affidate alla persona.
A sostenere il progetto c’è anche un’esigenza concreta del tessuto produttivo italiano: quasi il 60% delle imprese non dispone di un avvocato di riferimento stabile. Allo stesso tempo, il 76,7% delle aziende ha comunque fatto ricorso a un professionista legale, secondo i dati dell’Organismo congressuale forense.
Un supporto legale in tre mosse
Giurify è pensata come una struttura giuridica digitale per le aziende. L’impresa può inserire un file oppure illustrare il problema da affrontare; il sistema interpreta il contenuto e lo mette in relazione con le norme pertinenti e con gli indirizzi maturati nei tribunali.
Quando il cliente lo chiede, il percorso prosegue con il coinvolgimento di un avvocato specializzato. Il rapporto professionale viene instaurato direttamente tra il legale e l’azienda, così da affiancare all’elaborazione automatizzata una verifica umana sul caso concreto.
Una banca dati giuridica aggiornata
Per formulare le proprie analisi, il servizio utilizza circa 3,5 milioni di materiali ufficiali. Nel patrimonio rientrano leggi, decisioni giudiziarie, circolari e prassi italiane, sottoposte ad aggiornamento costante.
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Le fonti possono essere richiamate e controllate, con l’obiettivo di ridurre il rischio di risposte inesatte o di contenuti privi di fondamento. La piattaforma è quindi costruita per rendere verificabile il percorso che conduce all’analisi proposta.
Investimenti e primi numeri
Il progetto è promosso da P49, polo di ricerca dedicato all’intelligenza artificiale, e da Federico Faggin. Dopo una fase di prova durata più di otto mesi e condotta con aziende e professionisti, Giurify entra ora nella fase operativa.
L’iniziativa ha avviato una raccolta di 2,5 milioni e prevede 40 nuovi inserimenti nell’organico: una parte è già stata realizzata, mentre le altre assunzioni sono attese nei prossimi 12 mesi. Al servizio risultano già registrate oltre 600 imprese.
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