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Economia 1 min di lettura28 min fa

Giudici nel mirino, Tango accusa: «È una strategia elettorale»

Il presidente dell’Associazione nazionale dei magistrati contesta alla premier l’ipotesi di non firmare il decreto sugli arretrati contrattuali.

Il confronto tra governo e magistratura si sposta sul terreno politico. Tango, presidente dell’Associazione nazionale dei magistrati, respinge l’idea che i giudici possano diventare il bersaglio di una campagna elettorale e replica alla minaccia della premier di non sottoscrivere il decreto relativo agli arretrati contrattuali.

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Tango respinge il ruolo di bersaglio

Secondo il vertice dell’Anm, indicare una categoria come responsabile del malcontento sarebbe un metodo già utilizzato in passato. La magistratura, sostiene Tango, non intende accettare di essere trasformata nel capro espiatorio dello scontro politico.

«È una strategia vecchia: orientare il risentimento contro una specifica categoria. Ma non saremo capri espiatori», afferma il presidente dell’associazione dei magistrati, intervenendo sul caso.

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Lo scontro sul decreto degli arretrati

La presa di posizione arriva dopo l’ipotesi, avanzata dalla premier, di non firmare il decreto sugli arretrati contrattuali. Il provvedimento è così diventato il punto concreto attorno al quale si è riaccesa la contrapposizione tra l’esecutivo e la magistratura.

Tango legge quella minaccia anche alla luce del dibattito elettorale: a suo giudizio, i giudici vengono presentati come nemici per indirizzare il risentimento dell’opinione pubblica verso una categoria precisa. L’Anm, attraverso il suo presidente, nega però che la magistratura possa essere utilizzata in questo modo.

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