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Economia 2 min di lettura13 ore fa

Generazioni al lavoro: la sfida che può cambiare le imprese

A Bologna manager ed esperti analizzeranno come trasformare età, competenze ed esperienze diverse in innovazione, continuità del sapere e crescita sostenibile.

Il mercato del lavoro sta cambiando: i giovani con meno di 30 anni sono il 15,6% degli occupati, mentre gli over 60 raggiungono il 9,9%. La presenza simultanea di più fasce d’età impone alle imprese di ripensare organizzazione, leadership e percorsi professionali.

La questione sarà al centro dell’appuntamento in programma il 7 ottobre a Bologna, a Palazzo Pepoli. L’incontro rappresenta la seconda tappa del ciclo «Cultura di Impresa 2026 - Valori che creano valore», promosso da 4.Manager insieme a Il Sole 24 Ore.


I numeri spingono a cambiare strategia

I dati dell’indagine del CsC sul lavoro 2026, che verrà presentata a dicembre, mostrano quanto il tema sia già entrato nelle agende aziendali. L’81,2% delle imprese ha adottato almeno una misura per attirare, inserire o trattenere i lavoratori più giovani; il 77,1% ha invece introdotto iniziative rivolte al personale più anziano.

Tra gli strumenti più utilizzati figurano il tutoraggio, l’affiancamento tra colleghi di età diversa, il lavoro agile, il welfare e le formule di flessibilità. Per i senior l’attenzione riguarda soprattutto il passaggio generazionale e la conservazione delle competenze, mentre sostituzione dopo il pensionamento e tutoraggio risultano più diffusi rispetto alla riqualificazione o alla modifica delle mansioni.


A Bologna il confronto tra esperienze

L’appuntamento metterà a confronto dati, esperienze aziendali e proposte operative per favorire la collaborazione tra generazioni. Parteciperanno Paolo Sestito di Banca d’Italia, Elena Bonetti, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sugli effetti economici e sociali della transizione demografica, il giuslavorista Ciro Cafiero e l’economista Claudio Lucifora.

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Al dibattito prenderanno parte anche rappresentanti di Philipp Morris Italia, Essay Group e Fastweb+Vodafone. Il confronto riguarderà la capacità di attrarre e trattenere i talenti, trasferire il patrimonio professionale, rivedere ruoli e carriere e accompagnare le transizioni lavorative sempre più frequenti.


Dalla complessità a una risorsa

La compresenza di lavoratori con età e aspettative differenti non viene presentata come un ostacolo per il sistema produttivo. Politiche di gestione delle diverse età, pratiche di invecchiamento attivo, sviluppo dei profili junior e senior e percorsi di accompagnamento possono trasformare la pluralità in una fonte di innovazione e competitività.

Il valore, secondo l’impostazione dell’iniziativa, non dipende soltanto dal fatto che più generazioni lavorino insieme. Conta soprattutto la capacità delle organizzazioni di favorire apprendimento reciproco, continuità delle conoscenze e crescita sostenibile. I saluti iniziali saranno affidati a Tiziana Ferrari, direttrice generale di Confindustria Emilia, Francesca Mazzolari, direttrice generale di 4.Manager, e Paola Boromei, direttrice operativa del Gruppo Il Sole 24 ORE.

Il programma bolognese arriva dopo la tappa inaugurale di Torino dell’8 luglio, dedicata alla sicurezza aziendale e all’intelligenza artificiale. Il ciclo punta a esaminare sul territorio nazionale il ruolo della cultura d’impresa come elemento strategico per lo sviluppo delle aziende e del sistema Paese.

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