Meteo su Roma.

Economia 2 min di lettura1 ora fa

Gemini, le risposte possono violare il copyright degli editori

Maciej Szpunar esclude prove sull’addestramento, ma indica quando le risposte del chatbot possono violare il copyright

Le risposte generate da Gemini possono sostituire la lettura di un articolo e, in alcuni casi, ledere i diritti dell’editore. È questa l’indicazione contenuta nelle conclusioni dell’avvocato generale della Corte di giustizia dell’Unione europea Maciej Szpunar, nell’ambito della prima controversia europea dedicata al rapporto tra intelligenza artificiale generativa e pubblicazioni online.

Offerta del giorno3 novembre

Tiqets

-6% sui musei da Tiqets

Scade tra 789 giorni
**********


La causa tra Google e Like Company

Il procedimento nasce dal ricorso di Like Company, società ungherese che gestisce diversi portali internet, contro Google. L’azienda sostiene che i propri contenuti siano stati utilizzati per sviluppare i modelli linguistici alla base di Gemini e che il chatbot li abbia poi riproposti agli utenti in più occasioni.

I fatti contestati riguardano il periodo compreso tra il 13 giugno 2023 e il 31 maggio 2024. La controversia è ancora davanti a un tribunale ungherese, che ha chiesto alla Corte Ue di precisare quale protezione spetti agli editori nel caso in cui un sistema di intelligenza artificiale restituisca informazioni tratte dai loro articoli.


Le indicazioni sull’addestramento

Sul presunto impiego dei testi per l’addestramento, Szpunar ritiene che le relative domande debbano essere dichiarate irricevibili. Secondo l’avvocato generale, gli atti disponibili non dimostrano che gli articoli di Like Company siano stati effettivamente usati per istruire Gemini.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

Nelle sue conclusioni, tuttavia, aggiunge un orientamento generale: normalmente l’utilizzo di opere protette per addestrare un modello può rientrare nell’eccezione prevista dal diritto europeo per l’estrazione di testi e dati. La valutazione riguarda quindi un principio applicabile in astratto, non la prova di quanto accaduto nel caso specifico.


Quando la risposta viola i diritti

Il nodo principale riguarda il modo in cui Gemini acquisisce gli articoli disponibili online e li incorpora nelle risposte. La tutela riconosciuta agli editori non copre i fatti o le notizie considerati isolatamente, ma protegge la forma con cui sono stati elaborati e le risorse investite nella loro produzione.

Per stabilire se esista una violazione, occorre verificare anzitutto se il chatbot abbia raggiunto il contenuto illegalmente, ad esempio superando una barriera a pagamento. Va poi esaminato il testo restituito all’utente: se riproduce elementi riconoscibili dell’articolo e rende superflua la visita alla pagina originale, il riutilizzo può incidere sui diritti dell’editore.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere