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Economia 2 min di lettura53 min fa

Gasolio alle stelle, la pesca si ferma: arriva un aiuto da 10 milioni

La protesta partita dall'Alto Adriatico coinvolge diversi porti italiani, mentre il governo introduce un sostegno per compensare parte dei rincari del carburante.

Per un peschereccio a strascico di medie dimensioni, il caro-gasolio può tradursi in un esborso aggiuntivo annuo fino a 45mila euro. Su un consumo di circa 180mila litri, la spesa è passata infatti da 144mila a 189mila euro, mentre un singolo rifornimento può arrivare a costare 16mila euro.

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Il governo mette sul tavolo 10 milioni

Nel tentativo di alleggerire l'impatto dei rincari, il Consiglio dei ministri ha approvato un fondo perduto da 10 milioni di euro. Il contributo coprirà il 10% della spesa sostenuta dalle imprese per il carburante acquistato tra giugno e il 15 ottobre.

Le organizzazioni del comparto hanno accolto positivamente la misura. Paolo Tiozzo, vicepresidente di Confcooperative, ha parlato di una risposta alle difficoltà degli operatori e ha espresso soddisfazione per l'accoglimento delle richieste avanzate dal settore. Federpesca ha invece sottolineato l'urgenza di trasferire rapidamente le risorse alle aziende, definendole liquidità essenziale per mantenere attiva l'attività.


Protesta partita dai porti adriatici

La mobilitazione è nata direttamente nelle marinerie, senza un'unica regia nazionale, e ha trovato il suo principale punto di riferimento nell'Alto Adriatico. In numerosi porti italiani le imbarcazioni sono rimaste ferme per contestare il prezzo del gasolio e le regole europee, accusate dagli operatori di ridurre le giornate disponibili per la pesca e di aumentare gli adempimenti a carico delle imprese.

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Il carburante, in alcune realtà, arriva a rappresentare oltre il 60% dei costi operativi. Per Legacoop Agroalimentare il nuovo intervento consente almeno di recuperare una parte delle spese aggiuntive, mentre Terra Viva della Cisl lo considera un primo segnale favorevole per un comparto alle prese con una crisi economica sempre più pesante.


Rischia anche il pesce fresco

La sospensione delle uscite in mare potrebbe avere conseguenze sulla disponibilità di prodotto ittico nazionale. Alla protesta dei pescherecci si aggiunge, sul versante tirrenico, il fermo biologico; in Molise, inoltre, i blocchi degli autotrasportatori hanno ostacolato il trasferimento del pescato fresco verso la Campania.

A Termoli il carburante è venuto a mancare persino nell'unico distributore presente nell'area portuale. Paola Marinucci, presidente dell'associazione degli armatori, ha descritto una situazione di forte difficoltà: dopo uno stop terminato il 30 settembre, le barche hanno lavorato complessivamente appena sei giorni e mezzo, mentre il costo del gasolio continuava a salire.

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